Podemos propone un accordo di governo al PSOE

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Iglesias presenta un testo per aprire un dialogo sulla formazione del governo

La strategia di Podemos è abbastanza chiara: una settimana è già trascorsa dalla presentazione della proposta del PSOE e Pablo Iglesias cerca di lanciare nuovamente la palla nel campo dei socialisti.

Tecnicamente il veto posto da Podemos ad un’alleanza con il partito di Albert Rivera è ancora in vigore, però vedendo continuare i contatti fra Ciudadanos ed il PSOE lo schieramento guidato da Pablo Iglesias ha cominciato ad elaborare una proposta propria per un accordo di governo, compiendo di fatto un primo passo nel dibattito per la investitura che si deve celebrare al Congresso dei deputati a Madrid il prossimo 2 marzo.

Podemos ha reso dunque oggi pubblico un esteso testo di 97 pagine dove, fra le altre cose, si chiede quel referendum per la Catalogna verso cui il PSOE si è sempre mostrato ostile; la formazione politica guidata da Pablo Iglesias ha tuttavia annunciato che invierà la proposta a tutti i partiti con rappresentanza nel congresso, comprese quelle formazioni di cui potrebbe sollecitare l’appoggio come Ciudadanos, ERC, Democràcia i Llibertat (coalizione formata da Convergència Democràtica de Catalunya, Demòcrates de Catalunya e Reagrupament) ed il PNV. L’invito verrà esteso persino al PP, un partito dal quale, ammettono, non si aspettano nessuna collaborazione.

La proposta di Podemos

Il progetto elaborato da Podemos per un possibile accordo di governo disegna, fra gli altri temi, uno scenario di riforme volto al riconoscimento della plurinazionalità della Spagna.
Fra le misure più importanti in tal senso distacca la convocazione di un referendum in Catalogna, riguardo al quale si precisa che non si tratterebbe di una consulta sull’autodeterminazione bensì un riconoscimento del “dret a decidir” della popolazione catalana. Il referendum che immagina Iglesias dovrebbe infatti essere costituito da una unica domanda chiara ed indirizzata conoscere la volontà della cittadinanza sul futuro politico della Catalogna; così facendo il referendum godrà di tutte le garanzie democratiche, giuridiche e logistiche che prevede l’articolo 92 della costituzione spagnola.

Nel documento si prevede dunque il riconoscimento costituzionale della plurinazionalità della Spagna e la creazione di un ministero specifico, che potrebbe essere assunto dal leader di En Comú Podem, Xavier Domenech, e che dovrebbe essere fondamentale nel favorire il potenziamento delle amministrazioni locali ed il consolidamento della loro autonomia politica, in quella che sembra essere una seconda transizione per lo stato spagnolo. La proposta prevede infatti una trasformazione del modello territoriale dello stato che coinvolgerebbe tutte le attuali comunità autonome, attraverso la dissoluzione di parte delle provincie, la riforma del senato come camera territoriale, la derogazione dell’articolo che proibisce la federazione tra comunità autonome ed il riconoscimento del catalano, il basco ed il gallego come lingue ufficiali su tutto il territorio dello stato spagnolo.

La creazione di un tribunale di arbitraggio sulle competenze e la riforma del Tribunal Constituzional e del Consell General del Poder Judicial, finalizzata all’inclusione delle diverse nazioni, dovrebbero inoltre garantire le competenze peculiari delle autonomie e l’armonizzazione degli apparati amministrativi.