La mozione sul 9-N presentata dalla CUP irrita l’ala ‘convergent’ di Junts Pel Sí

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Il Tribunal Constitucional spagnolo si è espresso chiaramente contro il risultato del referendum del 9N e la CUP ha presentato una mozione al Parlament affinchè venga riconfermata la linea di rottura con lo stato spagnolo del governo catalano.

Il parlamento ha già aggiornato la decisione la settimana scorsa ed in questi giorni sta vagliando l’opportunità di accettare la mozione della CUP; diverse voci si sono tuttavia levate da Junts Pel Sí contro questa mossa che è stata vista come una strategia politica del movimento assembleario per marcare il proprio profilo all’interno del fronte indipendentista.

Tensioni nella maggioranza indipendentista

Francesc Homs, portavoce di Democràcia i Llibertat al congresso spagnolo, ha infatti accusato di partitismo la CUP e, in un’intervista rilasciata ad Europa Press, si è dichiarato nettamente contrario alla mozione presentata dalla formazione anticapitalista cui chede se “cerca di convincere le persone che non sono convinte o cerca di creare contraddizioni fra quelli che già siamo convinti? […] Ogni settimana dobbiamo votare che siamo convinti?”

Homs ha infatti ricordato che la sua formazione politica si pose a favore del doppio “si” nella consultazione referendaria del 2014 ed accusa la CUP di considerare già incagliato il procés visto che “cominciano a distanziarsi per scaricare il morto sull’altro”.

tweet Mireia Boya
La replica di Mireia Boya, presidentessa del gruppo parlamentare della CUP, non ha tardato ad arrivare tramite un tweet

 

L’opinione del leader di DL al congresso, che è anche vicesegretario generale di strategia di CDC, è in sintonia con quella della portavoce di CDC, Marta Pascal, il cui messaggio alla CUP è stato molto chiaro: non è il momento di “distribuire patenti d’indipendentismo”  ma di incontrare un accordo che permetta l’approvazione di nuovi bilanci, altrimenti “ci dovremo chiedere se realmente siamo venuti a costruire uno Stato o no”.

 

La CUP tenta di marcare il proprio profilo e di distinguersi dalla coalizione di Junts pel Sí: questa è la lettura che viene fatta dall’ala destra della coalizione indipendentista, mentre la linea politica di ERC latita e diversi movimenti della CUP-CC si dichiarano apertamente critici contro il clima che la Candidatura d’Unitat Popular impone ai suoi processi decisionali.

Si palesano dunque nuovamente quelle stesse tensioni ed attriti, presenti fra le differenti identità politiche indipendentiste del parlamento catalano sin dal principio del procés sobiranista, che ostacolarono l’elezione del presidente delle Generalitat e mostrarono chiaramente la complessità dello scacchiere su cui si cimenta l’esecutivo a guida Puigdemont.