Il nuovo ‘pla urbanístic’ riduce la portata del BCN World

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Giunge finalmente alla Comissió d’Urbanisme di Tarragona il nuovo ‘pla director urbanístic‘ di BCN World (il PDU è il piano regolatore che definisce i limiti di un’area urbana): è prevista una riduzione del numero di casinò, dell’area edificabile e dell’altezza massima consentita per gli edifici anche se non verrà effettuata nessuna consultazione alla cittadinanza sul territorio.

La commissione dovrebbe infatti riunirsi oggi nella sede del Consorci Recreatiu i Turístic (CRT) di Vila-seca (Tarragona) per approvare questi cambiamenti al progetto BCN World, che lo allontaneranno dall’aspetto che per esso immaginò l’impresario valenziano Enrique Bañuelos, proprietario dell’azienda Veremonte, quando quattro anni fa la Generalitat allora a guida CiU vide nascere l’idea di un complesso di casinò, hotel e negozi.

Non si può non riconoscere il ruolo giocato da ERC in quest’intervento sul progetto, a cui non avrebbe fornito nessun avallo senza una seppur piccola dimostrazione da parte di CDC di voler ridimensionare un palese “model d’especulació“; il partito guidato da Oriol Junqueras non è tuttavia riuscito a bloccare il provvedimento del governo che abbasserà le tasse sugli utili di tutti i casinò del Principat, dal 55% al 10%.

I cambiamenti del progetto e gli investitori

I tre interventi principali sul PDU sono la riduzione della superficie edificabile -dal milione di metri quadrati iniziale ad approssimativamente 750.000 metri-, l’abbassamento della soglia per l’altezza massima degli adifici -da 90 a 75 metri- e la possibilità di installare da uno a massimo tre casinò, rispetto ai sei immaginati inizialmente.

Non vengono invece toccate le condizioni del concorso per accedere ad una licenza di BCN World: Melco, Hard Rock ed il Grup Peralada, le quattro imprese che superarono il preconcorso, -rimaste in tre dopo l’abbandono di Veremonte– hanno accettato i cambiamenti apportati al PDU ed è plausibile prevedere che finiranno con l’accordarsi, poiché le norme dell’appalto obbligano a presentare delle offerte che coinvolgano l’intera zona edificabile.

Il ritardo nell’approvazione del PDU ha tuttavia causato dei tentennamenti fra gli investitori interessati al progetto: il gigante del gioco d’azzardo Melco si era espresso a più riprese negli ultimi mesi lamentandosi dell’incertezza che la situazione catalana stava generando per le imprese, fino ad annunciare alla borsa di Hong Kong che avrebbe annullato un’operazione azionaria relativa al progetto BCN World. Resta da vedere se tornerà sui suoi passi o seguirà la strada di Veremonte.

L’impresa di Enrique Bañuelos, promotrice del progetto del complesso contiguo a Port Aventura, si ritirò infatti criticando pubblicamente il PDU su cui stava lavorando il governo di CiU. Veremonte resta tuttavia un attore coinvolto dalla vicenda, poiché questa entità, che si occupa principalmente di investimenti a cavallo fra i mercati spagnolo e brasiliano, detiene i diritti del marchio ‘BCN World’ ed obbligherà dunque adesso il progetto a cambiare nome.

“Si això surt bé”

Gli interventi sull’opera hanno probabilmente convinto i repubblicani ad appoggiare il progetto, per quanto la cittadinanza sia ancora una volta stata esclusa dal dibattito, ma il presidente della Generalitat deve ancora fare i conti con l’opposizione parlamentare: i socialisti si potrebbero rivelare i principali oppositori ed è proprio incalzato da Miquel Iceta che Carles Puigdemont ha sentenziato in una seduta del Parlament che “si això surt bé, que sortirà bé, serà un èxit de tots“.