L.I.A. e la FIRA CULTURES i RESISTÈNCIES. Al Raval si diffonde e si difende la bibliodiversità

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Llibres i Acció, ecco l’acronimo che spiega L.I.A., iniziativa che debutterà oggi per le strade del Raval. Le intenzioni sono chiarissime:

Le librerie Espai Contrabandos, Veusambveu e la Biblioteca St.Pau-Sta.Creu hanno unito le forze e avviato un progetto che mira a rendere la cultura uno strumento per spiegare delle cose. Quelle cose che di solito rimangono nascoste. Allo stesso tempo, vogliono evidenziare la ricchezza della diversità culturale nel quartiere del Raval, e quanto la letteratura possa essere uno strumento per raccogliere tutti questi scambi ed esperienze e prevenirne la perdita davanti a una cultura dominante che assorbe e standardizza.

Il debutto di L.I.A. prende il titolo Llegir, Collir, Resistir (Leggere, Coltivare, Resistere). Terra, cultura e resistenza nella Palestina di oggi, e si dispiega in tre momenti e in tre differenti spazi.

Il primo mercoledì 8 giugno, ore 16, nella libreria Veusambveu [C/Picalquers, 2] e per le strade adiacenti. Sarà proprio la strada ad accogliere la mostra Cosecha en la revuelta, de La Recolectiva, un gruppo di persone impegnato a connettersi con le richieste della popolazione palestinese, contribuendo a campagne e dando voce e risposte pratiche alle necessità della società civile. In ottobre 2015 hanno partecipato alla raccolta di olive in tutta la Cisgiordania e stanno preparando una nuova campagna per tornare nell’ottobre 2016.

Il secondo mercoledì 15 giugno, ore 19 a Espai Contrabandos [C/Junta de Comerç, 17] la proiezione del documentario che racconta l’operato de La Recolectiva.

libribiblio

Per tutto giugno, invece, la biblioteca Sant Pau/Santa Creu [Hospital, 56 / Carme, 47] ha organizzato percorsi di lettura, producendo una guida che si intitola Palestina: terra d’oliveres, disponibile in sede cartacea o qui in versione digitale che comprende sia suggerimenti saggistici e letterari che informazioni sulle azioni in corso in Palestina e in Catalunya riguardanti la raccolta delle olive, in Palestina simbolo di resistenza.

olivebiblio

Oltre che in L.I.A., ogni prima domenica del mese, passeggiando per le strade del Raval, potreste imbattervi nella FIRA de CULTURES i RESISTÈNCIES, organizzata da un gruppo di librerie indipendenti di Ciutat Vella e che accoglie momenti letterari, di approfondimento, conviviali e musicali. Dalle 11 alle 15, tra un vermouth e una charla, potete passare il tempo a snocciolare titoli di un’offerta editoriale che va di molto fuori dal seminato delle pile in cassa delle grandi catene.

Per approfondire il legame così speciale esistente tra le librerie indipendenti del Raval, abbiamo posto alcune domande a chi gestisce la libreria Veusambveu.

[VAI A TRAD. ITALIANA]

¿Com va neixer L.I.A.?

L.I.A. neix amb l’objectiu d’unir forces entre distintes entitats culturals del Raval apostant pel llibre i la literatura com a eines per la transformació social. A la vegada, aquest projecte sorgeix de la necessitat de teixir llaços de solidaritat de la institucio cap al petit comerç, entenent que aquest és el pulmó dels barris.

En els últims anys, en una ciutat com Roma han tancat dotzenes de Llibreries Independents. En un barri com Pigneto, a Roma, amb una realitat semblant al Raval o Gòtic, ara només hi ha un o dues de llibreries. ¿Com s’ho fan per que a ciutat vella tingueu aquest teixit de llibreries independent?

Es complicat viure del mon del llibre pero si ets ingeniosa i apostes pel que creus pots ensortir-te’n. Ciutat Vella és un barri amb un gran teixit sociocultural, i probablement això continua sent una base important per a sobreviure amb el llibre. No obstant, una llibreria per sobreviure ha de dirigir-se cap a l’especialització, i en aquest cas, malgrat que les llibreries ja son espais politics de per se, el llibre pròpiament politic té un public força consolidat. Però, una no pot estar sola, a part de la importancia de la ubicació (un carrer amb diverses llibreries, té més possibilitats de supervivència que una llibreria sola en varis carrers), pero la xarxa és encara més important. Per altra banda, un element important és l’exportació de les activitats culturals, fires, activitats al carrer, etc.

En les iniciatives del barri es nota un fort moviment associatiu entre les diferents llibreries. Quantes i quines llibreries de Ciutat Vella i com estan conectades ?

Hi ha dos tipologies de llibreries a Ciutat Vella. Les alternatives i les que son mes empreses que llibreries. Entenem per alternatives totes aquelles que no tenen mes d una sucursal o que es un projecte singular dins del mon del llibre. Les llibreries alternatives comencem a estar associades sobretot a través de la iniciativa Fira cultures i resistències on ens trobem cada primer diumenge de mes.

Som al voltant d’unes 15 llibreries independents a Ciutat Vella i la nostra supervivència està molt lligada al capaços que siguem de associar-nos i vincular-nos tant pel suport mutu com per potenciar els nostres projectes.

Quina critica es fa des de aquestes llibreries a la cultura standaritzada?

Les expressions crìtiques sobre l’estandarització de la cultura es mostren de diverses maneres. Des de les llibreries independents del barri, l’assemblea del barri, les entitats culturals, etc.

Quines altres mesures estan previstes en un futur pròxim?

La idea és mantenir la fira de “Cultures i resistencies” al mateix temps que continuar generant i realitzant activitats culturals tan fins la llibreria, com al carrer, com fer creixer la xarxa i vincles entre les llibreries independents.

Trovare percorsi alternativi alla cultura massificata non è impossibile. Il Raval sembra insegnare quanto la collaborazione tra le diverse realtà e il moltiplicarsi di iniziative dal basso e che interessino e coinvolgano anche chi deve garantire un servizio pubblico come le biblioteche, possano essere una chiave importante per andare avanti e fornire forti stimoli e supporto alla bibliodiversità.

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Linkografia

Veusambveu

Espai Contrabandos Pensament Critic

Biblioteca Sant Pau/Sant Creu

La Recolectiva

BDS Catalunya

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[TRADUZIONE ITALIANA]

Come è nata  L.I.A.?

L.I.A. nasce con l’obiettivo di unire le forze tra le diverse associazioni culturali del Raval scommettendo sui libri e la letteratura come strumenti per la trasformazione sociale. Allo stesso tempo, questo progetto nasce dalla necessità di intrecciare legami di solidarietà dell’istituzione verso il piccolo commercio, per far passare l’idea che sia quest’ultimo il polmone del quartiere.

Negli ultimi anni, in una città come Roma hanno chiuso decine di librerie indipendenti. In un quartiere come il Pigneto, con una realtà somigliante per certi versi al Raval o al Gotico, al momento esiste solo una libreria (due, se contiamo anche una di usato). In che modo si è riusciti a tessere questa rete in Ciutat Vella?

È difficile vivere nel mondo del libro, ma se sei ingegnosa e scommetti su ciò in cui credi ci puoi riuscire. Ciutat Vella è un quartiere con un grande tessuto socio-culturale, e probabilmente questa continua a essere una base importante per sopravvivere con il libro. Tuttavia, una libreria per sopravvivere deve specializzarsi, e in questo caso, anche se le librerie sono già aree politiche di per sé, il libro stesso è una dichiarazione pubblica di forza politica. Ma non si può stare soli: a parte la posizione (una strada con diverse librerie ha più probabilità di sopravvivere di una sola libreria nel giro di diverse strade), la rete è ancora più importante. Inoltre, un elemento fondamentale è l’esportazione di attività culturali, fiere, attività di strada, ecc.

Le frequenti iniziative nel quartiere lasciano intendere una forte collaborazione tra le diverse librerie. Quante e quali sono le librerie di Ciutat Vella e come sono collegate?

Ci sono due tipi di librerie in Ciutat Vella. Quelle alternative e quelle che sono più aziende che librerie. Intendiamo come alternative quelle che non hanno più di una succursale o che sono un progetto singolare nel mondo del libro. Noi librerie alternative abbiamo cominciato ad associarci soprattutto attraverso l’iniziativa Fira Cultures i Resistències che si tiene la prima domenica di ogni mese.

Siamo intorno a circa 15 librerie indipendenti in Ciutat Vella e la nostra sopravvivenza è legata alla nostra stessa capacità di associarci e vincolarci sia per il supporto mutuo che per potenziare i rispettivi progetti.

Che critica si opera a partire da queste librerie verso la cultura standardizzata?

Espressioni critiche sulla standardizzazione della cultura si rivelano in modi diversi. Dalla presenza stessa delle librerie indipendenti del quartiere, all’assemblea di quartiere, alle istituzioni culturali, ecc.

Quali altre misure sono previste nel prossimo futuro?

L’idea è di mantenere la Fira Cultures i Resistències, continuare a realizzare e generare nuove attività culturali, sia nella libreria, che nella strada, e far crescere i collegamenti di rete tra le librerie indipendenti.