La CUP convoca elezioni interne per superare le divisioni fra correnti

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Lunedì prossimo, la segreteria nazionale della CUP verrà sciolta e saranno convocate elezioni interne al movimento assembleario; l’organo direttivo della CUP infatti, formato da 15 membri, vive una costante tensione fra i rappresentanti delle varie correnti e già nell’assemblea recentemente celebrata ad Esparraguera si votò a favore del rinnovo di 11 dei 15 membri che lo compongono.

Non è certo un tema nuovo per la CUP, che già durante il dibattito sull’investitura di Mas come presidente aveva visto levarsi varie voci polemiche contro i processi decisionali interni del movimento: oggi come allora Poble Lliure torna a porre in questione le modalità di negoziazione con Junts pel Sí e chiede un rinnovo urgente della segreteria nazionale della CUP, attraverso un comunicato in cui recrimina che ‘en algunes decisions s’ha actuat contra els fonaments històrics de l’independentisme’.

I ‘cupaires’ dovranno adesso lavorare su di una lista di 30-40 nomi condivisi di possibili candidati al nuovo direttivo. Il processo avverrà conformemente al nuovo sistema di avvicendamento dei membri del segretariato che venne approvato durante l’assemblea di Esparraguera, la quale per inciso era precisamente votata a risolvere la “questione interna” prima che il dibattito sul patto con Junts pel Sí monopolizzasse le preoccupazioni degli anticapitalisti.

I due grandi blocchi: Endavant e Poble Lliure

Le due principali anime che rappresentano le due sponde della CUP sono Endevant, in buona parte composto da militanti provenienti dalla Plataforma per la Unitat d’Acció, e l’erede del Moviment de Defensa de la Terra, Poble Lliure.

Due anime che sembrano perpetuare quell’atavica tendenza dei movimenti riformatori a suddividersi fra bolscevichi e menscevichi, fra falchi e colombe, e che infliggono alla CUP una bicefalia inopportuna al momento di prendere delle posizioni politiche, come ben hanno appreso CDC ed ERC.

Entrambi i blocchi sembrano tuttavia guardare favorevolmente ad una riforma degli organi direttivi, chi per evitare una scissione come Endavant, chi per aumentare il proprio peso decisionale come Poble Lliure.

L’unica falla di questo processo interno della CUP, l’anello debole di una catena di provvedimenti, è che le divisioni e le divergenze potrebbero non limitarsi alla segreteria: per quanto infatti vari esponenti del movimento assembleario abbiano sottolineato come la base sia molto più unita del direttivo, occorre ricordare che l’ultimo stallo sulla questione dei bilanci si è prodotto nel consiglio politico, l’organo che rappresenta i territori e le assemblee locali, e non fra i quindici della segreteria nazionale.