La CUP deciderà domani se mantenere l’ “esmena” ai bilanci di JxSí

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Soltanto giovedì scorso, uscendo dalla riunione con Carles Puigdemont e Oriol Junqueras, presidente e vice-presidente della Generalitat, Anna Gabriel sottolineava che “non c’è un nuovo progetto di bilancio né la volontà di ritirare l’attuale e, per tanto, gli emendamenti alla totalità non hanno motivi per decadere”: un’analisi netta che non sembra tuttavia raccogliere un consenso omogeneo all’interno dello stesso movimento assembleario.

Domani la CUP celebrerà infatti una riunione straordinaria in cui il gruppo di azione parlamentare ed il consiglio politico dovranno scegliere se rifiutare la proposta di bilancio -presentata giovedì dal dipartimento di economia del governo-  che comincerà ad essere dibattuta in parlamento dal mercoledì di questa settimana; la richiesta di questo passaggio di chiarimento interno proviene dalle assemblee locali Nord-Oriental, Vallès Oriental-Baix Montseny e Ponent che, come tutte le altre assemblee locali, sono state adesso invitate a fissare la posizione della basi del partito prima dell’incontro decisivo di domani.

Basi di un partito che sembrano essere divise e oscillare fra le posizioni esigenti della portavoce parlamentare Anna Gabriel e le tendenze “pattiste” di anime del movimento come Poble Lliure o come colui che fu a capo della lista CUP il 27-S, Antonio Baños, che in un articolo su mon.cat scrive che “gli accordi, in un mondo adulto, si devono onorare. E la controparte di fondo per la testa di Mas era l’approvazione dei bilanci”.

La proposta dell’esecutivo

L’offerta del governo prevede misure come l’istituzione di due nuove imposte sulle entità di credito e sull’energia nucleare, in sostituzione di quelle annullate dal Tribunal Constitucional, il recupero della della gestione pubblica di ATLL (Aguas Ter-Llobregat), se il tribunale supremo ratifica l’annullamento della concessione dettato dal TSJC, ed interventi come il trasferimento di 60 milioni in due anni alle scuole Bressol.

Misure vagamente sociali ed in buona parte dipendenti dai capricciosi umori del TC, come in varie occasioni ha ribadito il consiglio politico della CUP sottolineando come in questa proposta non si prevedano elementi sufficienti di disobbedienza al deficit o di riforma della sezione autonomica dell’IRPF (Impuesto sobre la Renta de las Personas Físicas).