Il Parlament vota le conclusioni della commissione di studio sul procés

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Junts pel Sí e la CUP forzano l’ordine del giorno parlamentare

Dopo l’accordo fra Junts pel Sí e la CUP della settimana scorsa sulle conclusioni della commissione parlamentare del processo costituente, il Tribunal Constitucional spagnolo ha minacciato il parlamento con misure legali se il documento delle conclusioni (di cui proponiamo una traduzione alla fine di quest’articolo) dovesse arrivare fino al parlamento.

Gli undici punti che riassumono il lavoro della commissione parlamentare sottolineano fondamentalmente il carattere unilaterale del procés, che si articolerà nell’approvazione delle tre leggi di disconnessione -sulle finanze, sulla previdenza sociale e sulla transitorietà giuridica- e che dovrà culminare in “un mecanisme unilateral d’exercici democràtic que servirà per a activar la convocatòria de l’assemblea constituent“.

La presidenza del parlamento catalano aveva deciso di non includere il dibattito e la votazione nell’ordine del giorno per evitare una reazione rapida del TC, tuttavia i due gruppi indipendentisti si sono accordati per forzare la votazione nella sessione plenaria di questa settimana, chiedendo una modifica dell’ordine del giorno durante la sessione stessa.

Com’era dunque previsto, i gruppi parlamentari di Junts pel Sí e della CUP hanno avanzato durante il ‘ple‘ del parlamento di quest’oggi la richiesta di votare sulle conclusioni della commissione parlamentare: subito dopo la sessione di controllo al presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, i deputati dei due gruppi, Jordi Turull ed Anna Gabriel, hanno chiesto la parola per proporre un’alterazione del programma e, dopo momenti di aspro confronto nella camera, è stato possibile superare il dibattito riguardo l’opportunità di votare o meno e procedere in questo modo ad una votazione sulle conclusione della commissione di studi.

Il blocco indipendentista, formato dal 72 deputati, è riuscito alla fine ad imporsi con la maggioranza di seggi di cui dispone sui 52 deputati dell’opposizione fermamente contrari -di PP e Ciutadans– e su quelli di Catalunya Sí que es Pot, impegnati in un ondivaga alternanza fra il voto contrario e l’astensione.

Le risposte dell’opposizione

La presidentessa del parlamento, prima di accettare la richiesta e sottomettere a votazione il documento, ha chiesto ai portavoce dei due gruppi se fossero a conoscenza delle intenzioni del TC qualora si arrivasse a compiere questo dibattito: in rappresentanza di JxSí, Jordi Turull, ha affermato che l’articolo 57 dello statuto permette e legittima il dibattito, considerando inviolabili i deputati per le loro opinioni ed i loro voti durante l’esercizio delle loro funzioni, mentre la Gabriel ha risposto alla presidenza che “som conscients de la declaració del 9-N i nosaltres, per la indepedencia, no tenim por.“.

Il fatto stesso che il parlamento abbia accettato la petizione dei due gruppi è apparso tuttavia per le opposizioni come un vulnus nello stato di diritto: Xavier Garcia Albiol ha ricordato alla Forcadell la sua funzione di garante ed ha allertato che “es vol fer un atemptat a l’estat de dret” e che i deputati del PP vogliono “conèixer el posicionament oficial de la mesa del parlament.
Da parte sua il gruppo di Ciutadans, attraverso la capogruppo Inés Arrimadas, ha richiamato la presidentessa del parlamento a “impedir la votació i fer complir la interlocutòria“, chiedendo inoltre che tale sentenza venisse letta durante la sessione. A quest’ultima proposta si è sommato Ferran Pedret, deputato in quota PSC, che ha voluto sottolineare come i diritti inviolabili dei deputati non cambino quella che è una sentenza interlocutoria fin troppo chiara del TC. Giusto ieri infatti era stata palesata dal Tribunal Constitucional l’intenzione di aspettare la votazione del parlamento catalano per decidere se reagire con sanzioni per il mancato compimento delle sue risoluzioni; tale procedimento potrebbe tuttavia non essere così automatico nella sua attuazione, qualora i magistrati decidano di non agire d’ufficio ma di aspettare un ricorso del governo spagnolo.

La presidentessa Carme Forcadell dal canto suo, chiamata in causa durante gli interventi delle opposizioni, ha negato una ulteriore lettura della sentenza spiegando che questa era già stata inviata ai gruppi parlamentari e specificando, inoltre, come la decisione di sottoporre a dibattito il documento prodotto dalla commissione di studi non è frutto della volontà della presidenza: è soltanto il risultato dell’applicazione delle norme parlamentari, le quali affermano che “el ple és sobirà” e che, di fronte alla volontà dei deputati di dibattere e votare, la reazione più naturale è farlo.

 
Le conclusioni della commissione parlamentare sul procés

Questi sono gli undici punti su cui Junts pel Sí e la CUP hanno raggiunto un accordo e che sono stati votati al Parlament de Catalunya:

1. Attualmente, non c’è nessun margine d’azione per il riconoscimento del diritto a decidere del popolo catalano all’interno della cornice giuridica costituzionale e legale spagnola. L’unico modo possibile di esercitare questo diritto è per la via della disconnessione e l’attivazione di un processo costituente proprio.

2. Il popolo della Catalogna ha la legittimità per cominciare un processo costituente proprio, democratico, di base cittadina, trasversale, partecipativo e vincolante, con il riconoscimento, il supporto e l’avallo delle istituzioni catalane.

3. Le esperienze comparate di altri paesi avallano il cammino intrapreso dalla Catalogna per costruire un modello singolare di processo costituente considerate le circostanze sociali, culturali, politiche ed economiche che ci sono proprie.

4. Occorre fare attenzione affinché la cornice metodologica del processo costituente sia consensuale, conosciuta, trasparente e condivisa con tutta la società e le istituzioni che la appoggiano. Il processo costituente deve avere la capacità di racchiudere tutte le sensibilità ideologiche e sociali dal primo momento, anche al momento di fissare gli indicatori, il calendario e tutte quelle questioni che affettino il metodo per avanzare.

5. Il processo costituente consisterà in tre fasi: una prima fase di processo partecipativo, una seconda di disconnessione con lo stato e convocazione di elezioni costituenti che costituiranno una Assemblea Costituente, che redigerà un progetto di costituzione. In una terza fase verrà ratificata a livello popolare attraverso un referendum.

6. Il processo partecipativo previo avrà come organo principale un Forum Social Constituent (FSC) formato da rappresentanti della società civile organizzata e dei partiti politici. Il FSC dibatterà e formulerà un congiunto di domande su contenuto concreti della futura costituzione, che saranno risolte dalla cittadinanza attraverso processi di partecipazione cittadina. il risultato di questa partecipazione cittadina costituirà un mandato vincolante per gli integranti dell’Assemblea Constituent che li dovranno incorporare nella redazione del progetto di Costituzione.

7. Dopo la fase di partecipazione cittadina, si completerà la disconnessione con la legalità dello stato spagnolo attraverso l’approvazione delle leggi di disconnessione da parte del Parlament de Catalunya e di un meccanismo unilaterale di esercizio democratico che servirà per attivare la convocazione dell’Assemblea Constituent (AC). Le leggi di disconnessione non sono suscettibili di controllo, sospensione o impognazione da parte di nessun altro potere, corte o tribunale.

8. Il parlamento della Catalogna garantisce il processo costituente che si deve portare a termine nel nostro paese. A tale scopo sollecita il Governo della Generalitat a mettere a disposizione della cittadinanza le risorse che siano necessarie per realizzare un dibattito costituente di base sociale che sia trasversale, plurale, democratico ed aperto. Con tale finalità, il Parlament de Catalunya creerà una commissione per seguire il processo costituente.

9. Uno volta convocata, eletta e costituita, l’assemblea costituente disporrà di pieni poteri. Le sue decisioni saranno di obbligatorio compimento per tutto il resto di poteri pubblici, persone fisiche e giuridiche. Nessuna delle sue decisioni sarà suscettibile di controllo, sospensione o impugnazione da parte di nessun altro potere, corte o tribunale. L’AC stabilirà meccanismi per garantire la partecipazione diretta, attiva e democratica delle persone e la società civile organizzata nel processo di discussione ed elaborazione di proposte per il progetto di costituzione.

10. Una volta che l’AC abbia approvato il progetto di costituzione si convocherà un referendum costituzionale affinché il popolo della Catalogna approvi o rifiuti in modo pacifico e democratico il testo della nuova costituzione.

11. Fin dall’inizio si deve incorporare la prospettiva di genere in un modo trasversale e con strategia duale, in modo da rompere le inerzie storiche della nostra società e che il processo costituente lo sia anche per tutti e tutte.