Si allontana il rischio di pene detentive per gli accusati del 9-N

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Madrid 19-09-2016 El Portavoz de Partit Democrata Catala en el Congreso y exconseller de la Presidencia de la Generalitat Francesc Homs declara en el Tribunal Supremo por su participacion en la consulta del 9 de noviembre del 2014 Imagen Juan Manuel Prats

Proseguono i titubanti passi della giustizia spagnola nel processo contro le quattro figure della politica catalana ritenute responsabili dell’organizzazione del referendum del 9-N -e quindi di disobbedienza nei confronti del veto imposto dal Tribunal Constitucional– ma si allontana per gli imputati il rischio di pene detentive.

Sfuma l’eventualità di pene detentive senza l’accusa di malversazione

L’inabilitazione per l’ex consigliere della presidenza della Generalitat, Francesc Homs, sembra ormai praticamente scontata ma può considerarsi escluso ogni rischio di pena detentiva per il dirigente del Partit Demòcrata Català; lo stesso può dirsi per l’ex presidente Artur Mas e le ex consigliere Joana Ortega ed Irene Rigau, nei confronti dei quali la procura del Tribunal Superior de Justícia de Catalunya (TSJC) ha già ritirato l’accusa di malversazione di fondi pubblici, l’unica che potrebbe comportare pene come la reclusione.

Si indebolisce dunque la possibilità che questi delitti possano essere imputati ad Homs, specialmente per la fragilità del sistema probatorio al momento di dimostrare un uso improprio di fondi pubblici: diversamente dai casi di Mas, Ortega e Rigau, il Tribunal Supremo dispone tuttavia di documenti che proverebbero la fondatezza delle accuse di disobbedienza e prevaricazione nei confronti dell’ex consigliere della presidenza: una lettera firmata ed fatta arrivare da Francesc Homs all’impresa di informatica T-Systems, coinvolta nell’organizzazione logistica della consulta, dimostrerebbe infatti la piena consapevolezza della situazione e la volontà dell’accusato di portare a termine il referendum malgrado la proibizione del Tribunal Constitucional.

Il caso Forcadell ed i problemi interni del Tribunal Constitucional

Diverse sono invece le circostanze in cui nasce e dovrà svilupparsi il procedimento giudiziario contro la presidentessa del parlamento catalano, Carme Forcadell, accusata di aver permesso la votazione della camera autonomica sulle conclusioni della commissione di studio sul processo costituente.

Il Tribunal Constitucional dovrà infatti esaminare nelle prossime settimane i ricorsi del governo basco e della Generalitat contro la riforma della legge organica del TC, che gli concede il potere di inabilitare, sospendere o multare le cariche pubbliche che non compiano le sue sentenze, e potrebbe giungere al caso Forcadell spogliato di alcune di queste prerogative.

Probabilmente intenzionato a cautelarsi da questa eventualità, l’esecutivo a guida Rajoy ha già chiesto ai magistrati del TC di coinvolgere anche la procura nell’apertura di un procedimento penale contro la Forcadell; il TC potrebbe dunque optare per servirsi delle capacità sanzionatorie ancora in vigore dopo l’esame dei ricorsi e, come strumento complementare, accogliere la petizione del governo spagnolo passando il caso alla Fiscalia e affollando ulteriormente la pletora di enti ed istituzioni coinvolte nel caso.

I commenti degli osservatori convergono tuttavia sulle differenze che separano il caso della Forcadell da quello degli accusati del 9-N: il procedimento contro la presidentessa del Parlament e le accuse che le vengono mosse si fonderebbero infatti su basi decisamente meno solide rispetto ai processi del 9-N, poiché le sue azioni si inseriscono coerentemente nel funzionamento naturale della camera e perché avvertì i deputati delle possibili conseguenze della votazione.