La Benaventurada è stata sgomberata senza ordinanza ufficiale

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Nella prima mattinata di ieri un gruppo di persone, tra operai e sedicenti vigilanti di sicurezza privata, si sono recati al numero 25 del carrer Benavent, del distretto barcellonese de Les Corts, e senza alcun permesso ufficiale hanno chiuso l’accesso all’immobile occupato lo scorso 11 ottobre.

La Benaventurada

Circa tre settimane fa, alcune decine di giovani appartenenti a diversi collettivi de Les Corts avevano infatti occupato in modo pacifico l’antico immobile al carrer de Benavent, abbandonato da anni, fondando il centro sociale de La Benaventurada con la finalità di creare “uno spazio che cerca di far crescere le radici del tessuto associativo del quartiere“.

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Facciata del numero 25 di carrer Benavent

Nel periodo che separa il giorno dell’occupazione dallo sgombero di ieri, gli occupanti non hanno organizzato nessun attività molesta né hanno causato problemi concreti ai vicini e per il momento non stavano neanche vivendo stabilmente nell’edificio, non ancora adatto ad ospitare occupanti per lo stato di abbandono in cui versa; avevano invece distribuito volantini spiegando di voler realizzare progetti ed attività per il quartiere e che avrebbero rispettato “gli orari di riposo e di tranquillità del vicinato

Il rifiuto del vicinato

Nonostante non si siano verificati dunque episodi che giustifichino l’ostilità del vicinato, numerosi abitanti del carrer Benavent non hanno visto di buon occhio l’arrivo de La Benaventurada e fin dal principio hanno mostrato il loro rifiuto verso l’apertura del centro sociale: la presidentessa dell’Associació de Veïns del Camp Nou, Anna Ramon, dichiarava ieri di non poter “dire che i ragazzi che ci sono siano dei maleducati, né cattive persone, non abbiamo avuto nessun problema con loro; però non sappiamo quali verranno domani e non vogliamo un altro Can Vies“.

Dopo aver appeso striscioni ai balconi degli edifici adiacenti -con slogan sul genere “non vogliamo un Can Vies II nel nostro quartiere“-, organizzato “cassolades” e previsto per oggi una concentrazione per tagliare il transito della Travessera de Les Corts, i residenti ostili al La Benaventurada hanno deciso di andare direttamente alla fonte ed hanno avvisato il proprietario dell’immobile della situazione.

La proprietà agisce senza ordinanza di sgombero

L’edificio risulta ufficialmente iscritto fra le proprietà dell’immobiliare Especialistes del Subsòl SL, attualmente in fallimento e con un’ipoteca nelle mani della Sareb come riporta La Directa, e non si sono fatte attendere reazioni da parte del proprietario: per quanto i Mossos d’Esquadra abbiano confermato che nessuna denuncia era stata presentata per l’occupazione e che non sia stata emanata nessuna ordinanza di sgombero, “dei muratori, con dei vigilanti, hanno murato tutto tranne una finestra“.

Una volta concluso il lavoro dei muratori, quattro uomini sono rimasti di fronte alla porta dello stabile e, pur ammettendo di essere stati contrattati dal proprietario per impedire che nessuno possa entrare nuovamente nella casa, si sono negati a dichiarare la propria identità ed il nome dell’impresa di sicurezza privata per cui lavorerebbero: occorre sottolineare come la legge statale di sicurezza privata 5/2014 stabilisce che esercitare funzioni di sicurezza privata senza uniforme e identificativo costituisce un’infrazione.

#LaVentuEsQueda

Al cominciare delle operazioni dei muratori, gli attivisti del centro hanno cominciato a diffondere un appello sulle reti sociali per chiedere supporto ed hanno indetto una concentrazione per le ore 19; fin dalle prime ore del pomeriggio varie persone hanno cominciato a radunarsi intorno all’occupazione ed è stato anche fatto un tentativo di tornare ad accedere all’edificio attraverso la finestra ancora aperta, per quanto il contundente intervento dei vigilanti lo abbia impedito e, en passant, abbia provocato varie lesioni al volto ed alle mani di alcuni militanti. Giunte le sette del pomeriggio, la concentrazione solidale con gli attivisti ha raggruppato un centinaio di persone e, nonostante a poca distanza un gruppo di residenti manifestasse il suo rifiuto all’occupazione, non si sono verificati ulteriori episodi di violenza ed i due veicoli antisommossa dei Mossos presenti non sono intervenuti in nessun modo.

Ci sono vicini contrari però molti altri ci danno supporto“, spiega Miren, portavoce del gruppo de La Benaventurada, e ricorda con altri attivisti che l’Associació de Veïns del Camp Nou non si sono espressi in alcun modo il mese scorso quando i Mossos hanno eseguito lo sfratto di una famiglia con bambini al carrer Arizala, a poca distanza dal carrer Benavent.

Questa mattina, servendosi di una serie di tweet, il collettivo ha dichiarato la ferma intenzione di proseguire con il progetto ed hanno accusato i responsabili del degrado del quartiere:

Grazie a tutte le solidali che siete venute a dare supporto a @labonaventurada ieri sera!

La solidarietà, la nostra migliore arma!

Ieri un’altra volta abbiamo potuto vedere come il nostro quartiere è invecchiato e manipolato da persone con grandi interessi speculativi e politici.

Fra queste persone c’è Sonia Reina Sánchez, consigliera del Distretto de Les Corts per Ciutadans.

Però noi siamo venuti ad apprendere, ad autoproteggerci, ad autorganizzarci, a cooperare, ad autogestionare.

Ci spinge la voglia e la necessità di cambiare tutto. Da dentro. E da fuori. E dal basso. Fino alla luna. #LaVentuEsQueda