Una sentenza del Constitucional potrebbe far tornare la tauromachia in Catalogna

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La sentenza del Constitucional

Il Tribunal Constitucional ha annullato il veto che il Parlament catalano impose sugli spettacoli di tauromachia in Catalogna nel 2010. Nonostante il presidente del Constitucional, Francisco Pérez de los Cobos, fosse intenzionato a far emettere un verdetto unanime, la decisione è stata approvata con otto voti favorevoli contro tre contrari.
I magistrati hanno dunque deciso di dar ragione al PP ed accettare il ricorso presentato da Encarna Roca, che mette in questione la competenza della camera catalana per proibire gli spettacoli di tauromachia.

La giustificazione dell’annullamento poggia principalmente sull’articolo 149 della costituzione spagnola, che conferisce allo stato la competenza esclusiva per regolare “le condizioni basiche che garantiscano l’uguaglianza di tutti gli spagnoli nell’esercizio dei loro diritti“: il Constitucional ammette infatti che la Catalogna ha il potere di normare gli spettacoli pubblici proteggendo gli animali -cosa che potrebbe in linea teorica includere la proibizione delle corride-, ma sottolinea che il congresso spagnolo ha dichiarato la tauromachia patrimonio culturale e che per questo motivo l’ordinanza catalana invade le competenze statali in materia di cultura popolare, regolate dagli articoli 149.1.28 e 149.2 della Costituzione.

Il fronte istituzionale catalano

Trasversale è stato il rifiuto da parte delle istituzioni catalane della decisione del Tribunal Constitucional: in questo senso si sono espresse rappresentanze della Generalitat e la sindaca di Barcellona Ada Colau, che ha ricordato come la capitale catalana si dichiarò antitaurina nel 2004 ed ha assicurato che verrà trovato il modo di far “compiere le normative che impediscono il maltrattamento animale“.
Dalla Generalitat, il consigliere per il Territorio e la Sostenibilità, Josep Rull, ha garantito che in nessun caso le corride torneranno in Catalogna e sottolinea come la loro proibizione nacque da un’iniziativa legislativa popolare -che al tempo riuscì a raccogliere oltre 185.000 firme favorevoli- e che esistono molti meccanismi normativi per far prevalere la volontà della cittadinanza.

Sembra aver sposato la causa inoltre, con un inabituale mancanza di ambiguità, anche il PSC: lo schieramento socialista catalano non riuscì infatti a votare compatto nel 2010 la proibizione della tauromachia e lo stesso presidente della Generalitat allora in carica, il socialista José Montilla, si espresse esplicitamente a favore della continuità dello spettacolo. Il deputato Jordi Terrades ha tuttavia assicurato che il PSC non condivide la sentenza del Constitucional e ritiene che “questo è un dibattito che era già chiuso in Catalogna. La immensa maggioranza dei cittadini del paese non condivide questi spettacoli dove il toro muore, e non riapriremo il dibattito“.

Fanno eco a queste dichiarazioni le posizioni assunte dalla CUP, che attraverso le parole di Mireia Boya annuncia chiaramente che “non ubbidiremo a questa decisione perché non la condividiamo e perché è un dibattito che è già chiuso a livello sociale, nessuno vuole che tornino“.

Le possibilità per aggirare l’annullamento

Al di là delle varie ordinanze cittadine ed autonomiche tuttora in vigore, esistono altre possibilità per aggirare la sentenza del Tribunal Constitucional.
In primo luogo l’esecutivo catalano potrebbe sfruttare le sue competenze esclusive sul territorio della Catalogna in materia di spettacoli pubblici, ad esempio proibendo tassativamente spettacoli ed esibizioni con sangue ed inabilitando così di fatto le corride.
L’altra opzione potrebbe essere quella di scavalcare la proibizione degli spettacoli revocando le licenze ed i permessi, delle strutture volte ad ospitarli, per ragioni di sicurezza: attualmente l’unica ‘plaza de toros‘ che risponde completamente ai requisiti municipali ed autonomici sarebbe la Monumental di Barcellona, mentre ad esempio quella di Tarragona non dispone di infermeria né di installazioni adeguate per la custodia degli animali.
Questa seconda via è purtroppo più incerta, poiché le risoluzioni non si potrebbero applicare in modo generale a tutti gli spettacoli di tauromachia e perché nel caso di ricorsi dei promotori delle corride contro le revoche dei permessi la soluzione giudiziaria del conflitto non avrebbe un risultato certo e prevedibile.
Rimane in ultima istanza la possibilità di appellarsi ad organi di giustizia internazionali ed è questa la strategia che probabilmente intraprenderanno alcuni movimenti animalisti

Le reazioni delle organizzazioni animaliste

Nel tardo pomeriggio di ieri è infatti stata convocata una concentrazione dalle organizzazioni animaliste catalane davanti all’arena Monumental di Barcellona per protestare contro la decisione del Constitucional: da mercoledì inoltre, diverse entità come AnimaNaturalis e la piattaforma Prou, sono in contatto con i vari gruppi politici del Parlament ed assicurano che “la settimana prossima avremo già una proposta di testo” per una nuova regolamentazione che impedisca agli spettacoli taurini di tornare in Catalogna.
La piattaforma Prou ha annunciato, attraverso il suo portavoce Leonardo Anselmi, che verranno presentate delle denunce ai tribunali ed agli organismi di giustizia internazionali per bloccare la decisione del Constitucional.

Varie critiche sono inoltre state scagliate contro la rapidità con cui il tribunale costituzionale spagnolo sia arrivato all’emanazione di questa sentenza: Ana Bayle, del Partit Animalista Contra el Maltractament Animal (PACMA), osserva che tale celerità dimostra un uso politico della giustizia e che “si sono usati gli animali come moneta di scambio“; ha aggiunto inoltre che questa sentenza non fa che rafforzare la loro volontà di proseguire nella campagna Misión abolición, che punta alla proibizione delle corride su tutto il territorio spagnolo e non solo in Catalogna.