La nuova proposta fiscale del Governo al vaglio del CTESC e della CUP

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La proposta del governo

Si avvicina il momento di testare la tenuta della seconda proposta dell’esecutivo catalano per i bilanci delle Generalitat del 2017: dopo il tentativo di giugno che non convinse la CUP, sta uscendo dal dipartimento di Economia un nuovo documento che adesso dovrà passare attraverso il vaglio tecnico del CTESC (Consell de Treball Econòmic i Social de Catalunya); per quanto non siano specificati i dettagli, questo documento include in linea teorica le riforme fiscali che gli anticapitalisti hanno negoziato nelle ultime settimane con l’esecutivo di Carles Puigdemont.
Non stupisce che, soprattutto da parte di Junts pel Sí, si faccia un grande sforzo nel comunicare sicurezza e fiducia circa il raggiungimento di un accordo definitivo, per quanto la fase delle trattative non sia ancora affatto chiusa: la consigliera Neus Munté affermava solo martedì che, nelle intenzioni dell’esecutivo, la proposta di bilancio sarebbe stata sottoposta al Parlament prima della fine di novembre ma per certi versi tutto dipende dalle posizioni della militanza e dal Consell Polític della CUP.

Il dibattito interno alla CUP

In questi giorni si celebreranno varie assemblee territoriali della CUP, e sabato si riunirà il Consell Polític, con l’obiettivo di prendere una posizione sulla nuova proposta economica del governo e mantenere un costante contatto fra le basi e la direzione del movimento durante le varie fasi del dibattito: è per questa stessa ragione che il Consell si riunirà ogni due settimane, e non mensilmente, e che lo stato di avanzamento stesso delle negoziazioni sarà oggetto di discussione con la militanza durante le assemblee previste.

Le divergenze sull’IRPF

Fra i punti sui quali senza dubbio è più complesso raggiungere un accordo per i due attori in gioco c’è l’imposizione fiscale sui redditi alti. La riforma dell’IRPF e dell’imposta di successione è stata fin dall’inizio uno degli scogli principali all’intesa fra la CUP e Junts pel Sí ed anche in questa nuova proposta il governo ha mantenuto il suo rifiuto di alzare le tasse sulle fortune economiche, pur dichiarandosi aperto all’accoglimento di proposte alternative.
Nella fattispecie l’esecutivo avanza l’ipotesi di tassare le attività produttive che abbiano delle ripercussioni negative sulla salute e quindi indirettamente sulle casse pubbliche, come ad esempio le imprese che producono bevande zuccherate; altre opzioni sono quella di una nuova imposta sugli immobili di lusso ed una sul nucleare, per rimpiazzare la precedente che fu annullata dal Tribunal Constitucional.

Uno dei punti sui quali i due schieramenti hanno posizioni più affini è invece l’introduzione esplicita nei conti di una voce che garantisca spazio di manovra per il referendum: la spesa che implica la celebrazione di un nuovo voto in Catalogna potrebbe infatti rappresentare un problema per dei bilanci troppo stretti e che non prevedano un margine economico di questo genere.