Lo sgombero del “Bloke” apre la porta alla costruzione di un nuovo hotel nel a Hostafrancs, a Barcellona.

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Nonostante la lunga resistenza degli attivisti dell’immobile, lo sgombero ha concluso gli 8 anni dell’occupazione del Bloke del quartiere di Hostafrancs a Barcellona. Un grossi dispositivo poliziale compostao da 13 camionette e da una cinquantina di agenti della unità antisommosa della Guardia Urbana (l’equivalente dei Vigili di Barcellona), che prima si chiamava UPAS, ora USP (Unitat de Suport Policial, trad. Unità di Supporto alla Polizia) grazie al governo di Barcelona en Comú (BeC), si è occupato di effetturare lo sgombero.

 

Il dispositivo ha iniziato alle 8 del mattino, dopo aver tagliao nei due sensi la strada di la Creu Coberta el tratto incluso tra Plaça Espanya e il Mercat d’Hostafrancs. Le attiviste hanno optato per una strategia di resistenza. Quattro di loro si sono “intubate” (Due attivisti si incatenano per un braccio, avendo previamente inserito gli arti all’interno di tubi di plastica) tra i balconi e un altro si è appeso tramite corde alla facciata dell’edificio. L’arrivo di tre reparti speciali dei Mossos d’Esquadra ha terminato le tre ore di resistenza, nonostante il sostegno di una ottantina di solidarie, situate in un presidio vicino l’immobile. Un Il Grup Especial d’Itervenció (Gruppo speciale di intervenzione) dei Mossos e un elevatore ha permesso agli agenti di arrivare alle attiviste e di tagliare con seghe circolari i tubi.

Due membri dell’Unitat contra l’Exclusió Residencial (UCER, unità contro l’esclusione abitativa) sono entrati nell’edificio per controllare che non ci fosse nessuna famiglia o persona in situazione di vulnerabilità. Non c’è stata nessuna detenzione.

Un nuovo hotel nel quartiere

Oggi, giovedí, Burgursa (Società municipale che esecuta gli atti urbanistici, com la gestione e preparazione delle parcelle) ha eseguito l’ordine di gombero delle cinque palazzine che impedivano l’unione viaria tra la via Diputació e Creu Coberta. L’operazione pe defeinita ll’interno dello storico progetto del 1976 e riformulato negli anni 1993, 2011 e alla fine 2007.

Il progetto è definito dentro il Pla Especial de Reforma Interior (PERI) d’Hostafranc (il piano speciale di rifoma interna del quartiere d’Hostafranc) e pretende aprire il cul de sac di via Diputació.

Quand il comune presentó l’ultima versione del progetto, questi terreni erano destinati ad aprire via Diputació fino alla via Creu Coberta, costruendo case e una zona pubblica al margine della zona.

I propietari delle zone colpite dal progetto scelsero per un processo di riparcellizzazione per la cooperazione, un accordo di passare in gestione il terreno a Bagursa.

L’anno 2015, i promotori del progetto indeminzarono con due milioni d’euro i propietari del vecchio cinema Arenas. La seguente demolizione lasciava la via libera per completare il piano. Falla finel il giudice ha autorizzato lo sgombero del Bloke, l’ultimo immobile che resisteva.

Protetto dalla qualificazione urbanistica numero 18, il solare annesso al Bloke viene definita come “zona soggetta a ordinazione volumetrica specifica”. Questa definizione permette l’uso resideziale dello spazio, che di per sé vuol dire tutto e niente. In base a quello che il consistorio ha informato nell’ultimo consiglio del quartiere d’Hostagrafncs, nello spazio posizionato tra i lussuoso Hotel Catalnia Piaza e l’ora sgombeato Bloke si prevede anche la costruzione di un nuovo hotel a 3 stelle, con 150 camere divise in 8 piani, con piú di 5mila mq di tetto, sostituitendo cosí le 64 case inizialmente pnel progetto della superfice di suolo di 784,75m2.

Secondo l’assessore tecnico del direstto Xavier Farré, i responsabili della immobiliaria Promosastre hanno chiesto la licenza alberghiera prima dell’entrata in vigore del piano speciale urbanistico di alloggiamento turistico (PEUAT) e come conseguenza non vengono toccati dall’attualre moratoria. “Si tratta di uno dei 50 edifici della città che evitano la moratoria turistica, visto che ne hanno chiesto l’autorizzazione prima dell’entratta in vigore. Con il PEUAT che proponiamo, non dovrebbe esserci piú aumento turistico in queta zona” si difende Farré.

Questa normativa qualifica il quartiere di Hostagrafncs come zona speficica 2, a causa della vicinanza del quartiere con altre zone della città e con una mimportante densità di piazze turistiche. Questo signfiica che nuove strutture turistiche nel distretto doranno mantenere il numero di piazze alberghiere: si potrà aprire uno solo quando se ne chiude un altro.

Il distretto di Sants-Montjuïc dispone di 45 stabiliment turistici, suddivisi tra hotel, appartamenti e pensioni, per un totale di 7082 letti. Tuttavia, nell’anno 2015 c’erano 1137 licenze otorgate per appartamenti turistici nel quartiere.

Secondo l’informe dell’attività economica del Comune, il numero di stablitmenti alberghieri a Sants è aumentato un 7,1% nel 2015, concentrando il 9,7% dellle piazze della città. Il peso relativo dell’offera di categoria alta (hotel a 4 e 5 stelle) è abbastanza elevato. L’offerta di hotel di lusso rappresenta un 33,3% dell’offerta totale turistica al quartiere, di 5 punti percentuali superiori alla media di Barcellona.

Il distretto di Sant-Monjiuic conta di importanti elementi museicisti come il Poble Espanyol (1.300.000 visite nel 2015), il Mnac (700.000 visite) e il castello di Montjuïc (670.000). La fondazione Joan Miró (450.000 visite) e il Caixaforum (775.000) completano l’offerta.

Rifugio per piú di cento persone

“Questa tempesta è quella che chiamate progresso”. È questo il motto dello striscione che copriva la facciata del Bloke negli ultimi giorni di resistenza dello spazio, preso dall’allegorica “l’angelo della storia” del sociologo tedesco Walter Benjamin. L’autore analizza il fenomeno facsista del periodi tra le due grandi guerre e la scomparsa della sinistra europea. La propria riflessione porta una visione pessimista degli avvenimenti storici e una critica radicale contro le idee della continuità e la voragina del progresso.

Come indicava la piattaforme Fem Front al Turisme Massiu (trad. Facciamo fronte al turismo di massa) “Questo progetto urbanistico, progetto di piú di trent’anni fa, ha già causato l’espulsione di decine di abitanti del quartiere, colpendo diversi immobili, distruggendo l’unico cinema gay di Barcellona (Arenas) e dell’edificio piú antico del quartier di Hostafrancs. Ora, sembra, verrà un nuovo hotel”.

In conclusione uno degli ultimi residenti dell’edificio diceva a la Directa “per il Bloke son passati piú di cento persone nei suoi otto anni di occupazione. È stato uno spazio di incontro e di rifugio per i giovani, gli attivisti, gli anziani e le persone con traiettoie vitali che toccavano l’esclusione sociale e l’emarginazione”.

Articolo originariamente pubblicato su la Directa