Attivisti scoprono una rete di appartamenti turistici illegali gestita da Mark Serra.

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Articolo originale a firma Guille Larios su Directa.Cat

I membri di due associazioni di residenti affittano uno dei 13 appartamenti turistici della Ciutat Vella, amministrati da Mark Serra Parés e Xavier Barba. Serra è vicino al Partito Demòcrata Català (ex- Convergencia Democratica de Catalunya, il partito del presidente Carles Puigsemont) e figurava nelle liste di Solidaritat per la Independència nel 2010.

In una azione di denuncia simile a quella già realizzata lo scorso mese di settembre per denunciare la perdita di immobili per uso abitativo a causa della loro conversione ad uso turistico, l’associazione di residenti Ciutat Vella No Està en Venda e l’Assemblea de Barris per un Turisme Sostenible (ABTS) hanno scoperto un appartamento turistico illegale a carrer de la Princesa del quartiere la Ribera de Barcelona. L’appartamento sarebbe parte di una rete più ampia che conta una lunga serie di irregolarità.

Questo martedì 20 marzo, gli attivisti hanno prenotato l’appartamento attraverso la piattaforma AirBNB, ed oggi lo hanno comunicato agli ispettori del Comune di Barcellona ed alla stampa. Gli appartamenti del blocco al numero 22 di carrer de la Princesa, nel cuore della città, appartengono alla famiglia Brunells, proprietaria di un’omonima pasticceria situata al piano terra dell’edificio, ma sono amministrati dalla coppia di coniugi Xavier Barba e Mark Serra, secondo il dossier informativo distribuito dagli attivisti del collettivo di residenti. I due sono associati al PD-CAT, e Serra si era anche candidato nella lista Solidaritat per la Independència, che vedeva la partecipazione dell’ex-presidente del FC Barcelona Joan Laporta. Nel dossier, si indicano altri dodici appartamenti turistici amministrati dalla società nella Ciutat Vella, nessuno dei quali avrebbe la licenza di appartamento turistico (llicència d’habitatge d’ús turístic – HUT).

Se nella precedente azione dei residenti l’obiettivo era quello di denunciare i dodici appartamenti nelle mani di pochi speculatori – locali scomparsi da AirBNB di cui la stessa ABTS non rileva più tracce- questa volta gli attivisti hanno voluto denunciare “le tre ruote del meccanismo di AirBNB”, coinvolte nel lucro sugli appartamenti turistici.

In primo luogo, si punta il dito contro gli amministratori professionali o gli intermediari che operano da falsi anfitrioni, come nel caso di Barba e Serra che non sono proprietari degli immobili che affittano, per poi sottolineare il ruolo dei proprietari e dei grandi speculatori. Il tutto sembra quindi ben lontano dall’idea di AirBNB come piattaforma di economia collaborativa in grado di garantire una redistribuzione economica alla classe medio-bassa, “gli appartamenti appartengono spesso alle classi più alte, che li usano a scopo di lucro snaturando la funzione sociale connessa con gli alloggi abitativi”. Secondo il comunicato infatti, “tra i proprietari di alcuni degli appartamenti denunciati con questa azione, figura l’amministratore dell’impresa che affitta i Go-Cars (quelle macchinette gialle affittate ai turisti che si vedono tra Barceloneta e Port Olympic, ndt) e la direttrice di una scuola privata”. Il documento conclude sottolineando la responsabilità delle piattaforme AirBNB, Booking e Homeaway, che sarebbero “collaboratori necessari in questo insieme di illegalità, visto che lasciano che più appartamenti con lo stesso numero di licenza vengano annunciati”. Nel caso dell’appartamento di carrer de la Princesa, la licenza corrisponde ad un HUT situato a ronda Universitat. Secondo fonti municipali, utilizzare lo stesso numero di licenza per più di un appartamento, è illegale in ogni circostanza, anche se gli appartamenti sono della stessa proprietà. Nel 2016, Booking ha assicurato che avrebbe smesso di pubblicare annunci di appartamenti illegali, mentre AirBNB si è impegnato – un paio di mesi fa – a porre il limite di un appartamento per anfitrione nel distretto della Ciutat Vella.

Mark Serra: senza licenza e senza pagare le tasse

Secondo gli attivisti, Mark Serra sarebbe proprietario di un appartamento turistico, ed amministratore di altri dodici locali – senza licenza ed affittati via AirBNB, Booking e Homeaway – nei quartieri di Santa Caterina, Sant Pere e della Ribera (distretto Ciutat Vella). Le fonti municipali confermano che “il database degli alloggi turistici del Comune di Barcellona viene aggiornato con frequenza giornaliera, e quindi se questi appartamenti non figurano, vuol dire che non hanno la licenza”. Sul web, Mark Serra utilizza un profilo con il suo nome ed il suo telefono, ma con una foto falsa. Inoltre, tutti i commenti degli utenti fanno riferimento proprio a lui. Secondo l’indagine della ABTS, la gestione degli affitti di alcuni degli appartamenti viene fatta attraverso la Donec Perficiam SL (dal latino, “fino a ottenerlo”), impresa della quale Serra era amministratore unico fino allo scorso ottobre, quando ha passato la carica a suo marito Xavier Barba.

Le prove video, ottenute attraverso la telecamera nascosta di una falsa affittuaria, dimostrano che è proprio lui l’incaricato a consegnare le chiavi dell’appartamento e di riscuotere la tassa turistica in contante (75 centesimi per ospite per notte), il tutto senza firma o contratto. Occorre ricordare che la tassa di residenza turistica applicata agli appartamenti è di 65 centesimi, e che quindi Serra ci farebbe una cresta di 10 centesimi. Altra cosa che richiama l’attenzione è il cartello che avverte gli utenti di “non aprire la porta agli ispettori municipali”, sostenendo che “il Comune di Barcellona sta compiendo delle ispezioni illegali”.

Il cartello all’interno della casa che informa su i “controlli illegali” del comune.

 

I tredici appartamenti amministrati dalla coppia possono accogliere gruppi tra le quattro e le nove persone, che devono garantire un soggiorno minimo di due o tre notti, con prezzi che oscillano tra i 290 ed i 1128 euro. Lo stesso Serra infatti, dichiarò in una intervista che si poteva guadagnare tra i 2000 ed i 3000 euro al mese per appartamento. In media, un appartamento turistico può essere occupato dal 65% all’80% di un anno solare, stime che variano a seconda che le si legga dai dati ufficiali o da quelli forniti dall’Apatur, l’associazione dei gestori appartamenti turistici di Barcellona.

Un punto fortemente sottolineato dagli attivisti è quello della conversione degli appartamenti da residenziali a turistici, visto che affittare ai turisti rende molto di più. Secondo i dati raccolti da una informativa del Comune di Barcellona pubblicata lo scorso settembre, la rendita media di un appartamento turistico sarebbe dalle due alle quattro volte superiore del ricavo proveniente dall’affitto a residenti dello stesso locale. L’ABTS tiene a sottolineare che “questi benefici si ripartono tra le tre ruote dell’ingranaggio che opera nell’affitto di alcuni degli appartamenti turistici”, ovvero la proprietà dell’appartamento, gli intermediari e la piattaforma di gestione. Con AirBNB, gli intermediari percepiscono circa un 30% del prezzo lordo, mentre la piattaforma di gestione si tiene il 15%. Il fisco questi soldi non li vede, e se li vede sono pochi spiccioli e lui è irlandese. AirBNB è ha infatti la sede fiscale nell’Eire, e paga al fisco irlandese appena il 3% di ogni transazione realizzata attraverso la sua piattaforma.

“Serra è uno strenuo difensore della speculazione immobiliare a fine turistico, ed è arrivato a farne una lotta personale e politica”, affermano gli attivisti dell’ABTS. Lo scorso ottobre, Serra ha fatto un intervento nella seconda assemblea della Plataforma Pro Viviendas Turísticas, organizzazione che ha più volte espresso preoccupazione e rabbia per quello che si definiva come “accanimento del comune” contro gli appartamenti ad uso turistico, insieme alla richiesta di annullare il Pla especial urbanístic d’allotjaments turístics (PEUAT).

Serra potrebbe rientrare nel modello di professionista dell’appartamento turistico che viene descritto nell’informativa del Comune. Un investitore, gestore e commerciale che dispone di un portafoglio consistente di HUT, che può arrivare a gestire interi edifici in zone urbane ad alto valore immobiliare. In diverse pubblicazioni ed interviste, Serra ha riconosciuto che suoi appartamenti non dispongono di regolare licenza per l’uso turistico, che son più di tredici anni che li amministra e da dieci lotta per ottenere un riconoscimento amministrativo che sostiene essergli sempre stato negato.

Un lucro che danneggia il mercato degli affitti.

Una parte del manifesto dell’ABTS esposto durante l’azione ha precisato che l’assemblea non va contro i piccoli affittuari, ma “contro una piattaforma basata sul marketing ed un discorso pseudo-sociale” che si spaccia per “salvezza sociale della classe medio-bassa”, mentre in realtà si dedica “a lucrare sul diritto inalienabile all’abitare”, con l’alibi di dire che le persone che affittano casa ai turisti lo fanno per arrivare a fine mese o pagare l’ipoteca. Una piccola minoranza di casi – argomenta l’assemblea di residenti – che viene utilizzata per legittimare una maggioranza composta da imprenditori, appaltatori e speculatori d’ogni sorta.

Mark Serra in un meeting della Piattaforma Pro Appartamenti Turistici 

Secondo i dati del portale Inside AirBNB, la piattaforma annuncia una offerta di appartamenti illegali superiore al totale dell’offerta legale di Barcellona, considerando che il 60% degli appartamenti annunciati sul portale non ha licenza. Allo stesso modo, ci sono più di 30 “anfitrioni seriali”, ovvero persone che contrattano ed annunciano più di 25 appartamenti per uso turistico con lo stesso nome, vale a dire un terzo dell’intera offerta. La metà di questi sono appartamenti interi, fatto che accresce esponenzialmente il loro valore. Con la diffusione massiva degli alloggi turistici iniziata nel 2012, abbiamo assistito ad una crescita del 21% del prezzo di affitto per metro quadro nel distretto della Ciutat Vella.

In tutta la città, gli appartamenti si concentrano fortemente tra l’Eixample (34%) e la Ciutat Vella (23%). Secondo il Comune, l’aumento del prezzo dell’affitto nel centro città – uno dei fattori che ha determinato l’espulsione di circa il 10% dei residenti in un decennio – è strettamente collegato alla proliferazione di appartamenti turistici

Per l’ABTS, occorre tenere in considerazione che i quartieri della Ciutat Vella sono di gran lunga quelli che contano il maggior numero di appartamenti in affitto rispetto a quelli di proprietà, con un rapporto che supera il 70% di appartamenti in affitto su alloggi totali disponibili. Questo rende ancor più drammatici gli effetti sulla composizione del vicinato, visto che la maggior parte dei residenti è in affitto, e quindi suscettibile agli aumenti di prezzo determinati dalla speculazione. Inoltre, considerando tutti i tipi di alloggio turistico (appartamenti, ostelli ed alberghi), quartieri come il Gòtic contano più letti per turisti che residenti stabili.

Il piano di ispezione degli HUT promosso dal comune ha determinato la chiusura di 247 appartamenti illegali in sei mesi. Misura insufficiente, tenendo in conto che ci sono più di 6 mila appartamenti turistici senza licenza in città, ed un totale di quasi 16 mila locali ad uso turistico.