I proiettili di gomma del 2009 a giudizio

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Il Tribunale di Barcellona porta a giudizio il fuciliere della Brigada Mòbil accusato di mutilare un occhio a Oscar Alpuente, tifoso del Barcellona. Durante la legislatura in cui ICV stava alla Conselleria d’interior, altre tre persone hanno perso la vista a causa dei proiettili dei Mossos.
L’epoca con piú vittime dei proiettili di gomma in Catalogna é stata la legislatura dal 2006 al 2010, quando Joan Saura era Conseller d’interior, Joan Boada segretario generale del dipartimento e Joan Delord segretario di Sicurezza. Una legislatura di sinistra.  Almeno 4 cittadini hanno subito un danni ad un occhio per un proiettile di cauciú sparato dagli agenti dei Mossos D’esquadra, la polizia autonomica catalana. Sono avvenuti durante le celebrazioni della vittoria del Barça alla Coppa del Rey e in Champsions League, o della nazionale spagnola al mondiale del Sudafrica. Òscar Alpuente, Jordi Naval, Jordi Sallent e Nicola Tanno hanno perso la vista e durante tutti questi anni hanno chiesto che si faccia giustizia. Mercoledí 15 marzo inizia il  processo per la mutilazione di Alpuente, nonostante che il pubblico Ministero David Viñambres ha cercato di impedire il procedimento e considera in un suo testo che non ha potuto identificare quali agenti antisomossossa abbiano sparato, affermando che sia una denuncia contro “ignoti”.

Al contrario, l’accusa dei tifoso del Barcellona afferma che il fuciliere della Brigada Mòbil Vicenç H. P. – Con numero TIP 12231 ,identificativo dei mossos, e ascritto alla camionetta Dragó 110- “ha realizzato due spari a salve e un colpo con un proiettile di Cauciú, in direzione Llobregat”, il mattino del 28 maggio del 2009 – mentre si celebrava la vittoria del Barça alla Champions – nell’incrocio tra Passeig de Gràcia e il carrer Diputació , davanti alla Borsa di Barcellona. Il proietile di gomma avrebbe impattato con l’occiho sinistro d’Òscar Alpuente, che ha subito “una esplosione del bulbo oculare con perdita del contenuto oculare”. Come conseguenza delle ferite ricevute, rimase ricoverato quattordici giorni all’ospedale Vall d’Hebron, subí un intervento chirurgico e 90 giorni di degenza. Il rapporto del forense parla di una “conseguenza permanente d’ablazione oculare con importante pregiudizio estetico” e “un disturbo depressivo reattivo”. Per questo che Alpuente richiede una pena di tre anni di prigione e una indennizzo di 180mila euro, che dovrebbero essere pagati dall’assicurazione Zurich España e dal Dipartimento degli interni della Generalitat della Catalogna.
Nel corso della udienza, che inizia oggi si prevedere la presenza di quattro testimoni oculari dei fatti e i mossos d’esquadra 2392 (ispettore), 2450 (caporale) e 8078 (fuciliere), che formavano la catena gerarchica di quella notte nel luogo dei fatti. Nella versione del procuratore, a partire dalla versione ufficiale dei fatti, si dice gli agenti antisommossa situati davanti alla Borsa spararono  “proiettili di gomma verso le zone dove si stavano svolgendo i disordini, una dei quali, dopo aver percorso una traiettoia che non consta, impattó contro Òscar Alpuente“. Questa descrizione dei fatti contrasta con la ubicazione reale degli scontri di quella notte, circoscritti tra il carrer Pelai e le Ramblas, dove, in nessun modo si sono estes fino a passeig de Gràcia.

Òscar Alpuente, Carles Guillot, Jordi Sallent e Nicola Tanno. Alpuente, Sallent e Tanno persero la vista durante i festeggiamenti calcistici nel periodi  2009-10. Guillot venne ferito da un Polícia Nacional espanyola l’anno 2001 / Robert Bonet

 

Bisogna ricordare che Joan Saura, fatte pubbliche le ferite ad Alpuente e a altri due cittadini durante i festeggiamenti, difese gli atti dei poliziotti  e annunció che “non si prevede nessuna indagine, e che, a differenza delle proteste universitarie che sí si aprí una indagine perchè c’erano evidenze di alcuni comportamenti incorretti, in questo caso non si indagherá, perché il comportamento dei Mossos é stato corretto“. Rispetto ai feriti aggiunse “la giustizia sará chi decida chi ha la ragione riguardo il comportamento della polizia”, avvertendo che ci saranno conseguenze “contro le denunce false”, mettendo in dubbio la veridicità della versione espressa dalle vittime dei proiettili di gomma. Gli operativi della polizia delle celebrazioni sportive al centro di Barcellona – e nell’epoca ecosocialista al dipartimento degli Interni, erano supervisati sul terreno da Noemí Ayguasenosa, incaricati di dare informazioni in tempo rale al segretario general dell’interno Joan Boada. L’ordine di sparare corrispondeva direttamente a Boada, prèvia consulta al consigliere Saura.

*Articolo originariamente pubblicato su La Directa