La perdita dell’occhio di Oscar Alpuente resta impune

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Il magistrato Francisco Javier Molina Gimeno continua il percorso segnato dal pm David Viñambres e lascia impune la perdita dell’occhio del tifoso del barcellona Oscar Alpuente. La sentenza di 26 pagine è una difesa netta del comportamento della polozia, considerando che ha seguito i protocolli stabiliti dal Dipartimento di Interiore a causa dell’alterazione dell’ordine pubblico. Come nel caso di  Ester Quintana l’accusa contro il fuciliere Vicenç H. P. si annaqua con l’argomento che nel luogo dei fatti c’era un altro fuciliere che sparato nella stessa strada, la mattina del 28 maggio 2009, dove camminava la vittima.

“Circostanze che portano ad avere come un fatto provato l’utilizzo di piú di un proiettile di gomma in dotazione a Dragó 110 nell’incrocio tra le strade Diputació e Passeig de Gràcia”, afferma il testo prima di aggiungere: “non é in accordo con le regole della logica né massime d’esperienza che il fuciliere dirigesse i suoi colpi verso la parte posteriore della camionetta della polizia, nella zona dove si trovva il pregiudicato e i testimoni (…), dove non c’era nessun distordine che richedesse della risposta della polizia”, conclude.

Sempre legato ai “principi della logica”, il magistrato attribuisce ai poliziotti queste stessi principi e considera che il suo comportament sono spinti da ragionameni e logica. Questa é la base che porta il giudice a credere totalmente nella versione dei 6 poliziotti della Brigada Mobil che hanno dichiarato durante il processo celebrato a metà marzo. La fede nelle parole dei poliziotti s’impone nonostante sia in evidente contraddizione rispetto la distanza alla quale hanno sparato.

Il rischio permesso dell’attività della polizia 

La perizia balistica del corpo nazionale di polizia ha determinato che la distanza tra la camionetta da dove hanno sparanto e la vittima era tra i 28 e i 30 metri, nonostante i sei poliziotti legati all’episodio hanno assicurato che i colpi sono stati eseguiti secondo il protocollo stabilito, a una distanza superiore ai 50 metri e con rimbalzo a terra. Per questo che il giudice Molina Gimeno è arrivato alal conclusione che “solamente non e stato compiuto il rimbalzo del proiettile o, in ogni caso il colpo alieno alla volontà del fuciliere che l’ha sparato”.

La somma di tutti questi argomenti ha portato a una sentenza d’assoluzione che ragiona nel seguente modo: “in base alle prove personali, alle perizie e ai documenti, il comportamento dell’accusato è affine al protocollo e quindi il risultato lesivo sviluppatosi si posiziona dentro la sfera del rischio permesso della menzionata attività della polizia e non suppone un rischio penalmente rilevante”.

Negli ultimi paragrafi della sentenza del giudice, nel quale si mostra benevolente, accorda a non imputare le spese procedurali a Oscar Alpuende sostenendo che “non si vede da parte della corte temerarietà o cattive intenzioni nell’esercizio dell’accusa, e dichiara d’ufficio le spese processuali”. Nel testo non si considera neppure la possibilità di un indennizzo da parte della Generalitat de Catalunya in quanto responsabile civile del comportamento dei Mossos.

Traduzione dell‘articolo de la Directa