Perdere la testa per la lingua

0
195
Manifestació pel dia de la dona Treballadora a Barcelona, el 8 de març 2017 (foto Victor Serri)

 

autrice: compagna N

Parlare in modo inclusivo non ti fa (più) perdere la testa

A chi afferma che le parole e il linguaggio non sono una priorità nel cambio sociale e nel
femminismo, propongo di ripensare alla Rivoluzione Francese. A me vengono in mente capitoli
lunghissimi del libro di storia colmi di date, nomi, fazioni e aneddoti più o meno divertenti:
Robespierre mani-di-ghigliottina, Maria Antonietta-mangiatevi-le-brioche o la presa della Bastiglia
del 14 luglio. Il nome di Olympe de Gouges non vi suona familiare? A me no, fino a poco fa.
Olympe de Gouges fu una prolifica scrittrice teatrale e di pamphlets nata nel 1748, che si batteva lo
schiavismo, l’emarginazionale sociale di disoccupati, orfani e donne 1 . Era difensora del divorzio, del
suffragio femminile e del diritto all’educazione per le donne e finì in carcere per aver scritto uno
spettacolo teatrale contro lo schiavismo.
Dopo la presa della Bastiglia del 1789 si pubblicó la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del
Cittadino, che si considera ancora alla base delle democrazie moderne. A Olympe non mancava il
senso dell’ironia, e nel 1791 pubblicó la Dichiarazione dei Diritti della Donna e delle Cittadine. Se
la parola “uomo” include la donna, cosa succede se proviamo usare “donna” per includere gli
uomini?

*Tonf*
È il rumore della testa di Olympe che cade nella cesta del boia, nel 1793. Bisogna aspettare il 1945
perchè le donne possano votare in Francia. Sul «Moniteur», famosa rivista dell’epoca, scrissero che
«Olympe de Gouges volle essere un uomo di Stato, sembra che la legge abbia punito questa
cospiratrice per aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso».
Usare il femminile non è così banale. Oggi in molti ambiti (lavorativi, sociali, politici, ecc.), l’uso
del femminile corretto non suppone un taglio della testa, ma qualche sospiro condiscendente e un
po’ di ilarità per quello che si considera un vezzo, sí.
Un’obiezione che si sente spesso è “ma suona male!”. Dicendo questo lasciamo che la cultura e le
sue regole, incluse quelle ingiuste, dicano che la lingua debe restare così com’è, dimenticando che si
tratta di uno strumento flessibile, che si modifica per adattarsi alle nuove esigenze dei parlanti. Non
si sollevano le stesse obiezioni con le parole inglesi che sono entrate a far parte dell’uso quotidiano
e che hanno sostituito parole italiane con lo stesso significato. Non voglio difendere la purezza della
lingua italiana, ma far osservare come ci stranisce di più sentire “avvocata” che non “meeting”,
quando “avvocato” è inequivocabilmente maschile e “riunione” ha lo stesso significato.
Dal punto di vista del genere, la lingua italiana è molto più simmetrica di quanto pensiamo. Ciò che
manca, è l’abitudine ad usarle.

Viviamo in un’epoca in cui la precarietà e l’aggressività dell’economia fanno -letteralmente- sparire
chi il sistema economico lo manda avanti. Dal mio punto di osservazione, di donna, migrante, non
eterosessuale, europea, considero che una delle strategie per garantirci una vita dignitosa sia quella
di prenderci cura di noi, visto che per gli Stati-nazione non è più una priorità.
Un piccolo passo, che non pretende essere risolutivo ma che è alla portata di tutti, è riconoscerci e
chiamarci con forme che tengano conto da dove veniamo (da nonne e antenate che perdevano la
testa per usare un femminile e che non potevano decidere delle loro vite) e che aprano la strada al
migliore dei futuri possibili, in cui la diversità sia sempre più una ricchezza e il rispetto di ogni
persona una pratica attiva, che passa anche da una corretta comunicazione.
Qui di seguito trovate una tabella riassuntiva di alcune indicazioni per un linguaggio più inclusivo.
Vengono principalmente dalle indicazioni di Sabatini del 1987 e di Robustelli, del 2012.

 

Il maschile “neutro” (o esclusivo?) Alternativa inclusiva
I diritti dell’uomo e dei cittadini I diritti delle persone e della cittadinanza
Il corpo dell’uomo Il corpo umano
“Indhira Gandhi sovrana di 700 milioni di uomini” “Indhira Ganghi sovrana di 700 milioni di persone”
L’uomo primitivo I popoli/le popolazioni primitive
L’uomo di Cro-Magnon Gli esseri umani di Cro-Magnon
A misura d’uomo A misura di persona
I Romani, i Greci, etc Il popolo romano, il popolo greco, etc..

La civiltà romana, greca, etc..

I bambini, i ragazzi, gli insegnanti, i commercianti, etc.. [osservare la maggioranza di partecipanti.

In un gruppo di 13 donne e 4 uomini è più

sensato usare il femminile. Se ci si trova in

contesti in cui il conteggio è complicato

(gruppi numericamente elevati, gruppi non

binari) alternare il maschile e femminile]

“Carla, Maria, Giovanna e Giacomo sono

arrivati”

Come sopra

“Carla, Maria, Giovanna e Giacomo sono

arrivate”

Fratelli e sorelle Invertire l’ordine ogni tanto
Fratellanza Solidarietà
La paternità dell’opera è di Maria Rossi La maternità dell’opera è di Maria Rossi
“Napoli operaia, ma anche studenti, donne

disoccupati, pensionati, ecc…”

Non trattare le donne come categoria a parte,

a meno che non esista una rivendicazione

specifica.

Signora, signorina, signore Eliminare l’uso del “signorina”, perchè fa

riferimento allo stato civile della donna, cosa

che non succede nel caso di “signore”.

Signora Rossi Dottoressa Rossi [evitare di usare il titolo

“signora” in un contesto professionale, in cui

è più appropriato risaltare un aspetto che non

sia il sesso di appartenenza della persona in

questione]

Il signore e la signora Curie Pietro Curie e la moglie Marie Sklodowska /

La coppia Curie-Sklodowska

La Boldrini – Renzi Boldrini – Renzi [l’aggettivo determinativo si

usa davanti a nomi comuni di cosa, persona,

animale e l’uso davanti al cognome di una

donna risalta il sesso di appartenenza, cosa

che non succede al maschile]

Titoli, cariche, professioni, mestieri

Ambasciatore Ambasciatrice [cfr. attore – attrice]
Amministratore delegato Amministratrice delegata
Ispettore Ispettrice
Direttore generale/d’orchestra Direttrice generale/d’orchestra
Procuratore legale – sostituto procuratore Procuratrice legale – sostituta procuratrice
Operatore Operatrice
Informatore Informatrice
Programmatore Programmatrice
Senatore Senatrice
Traduttore Traduttrice
Capo redattore Capo redattrice
Consigliere Consigliera [cfr. infermiere – infermiera]
Ingegnere Ingengera
Finanziere Finanziera
Parrucchiere Parrucchiera
Ministro Ministra [cfr. maetro – maestra]
Avvocato Avvocata [cfr. impiegato – impiegata]
Magistrato Magistrata
Deputato Deputata
Delegato Delegata
Perito Perita
Chirurgo Chirurga
Arbitro Arbitra
Tecnico Tecnica
Esperto Esperta
Sindaco Sindaca
Assessore Assessora
Supervisore Supervisora
Evasore Evasora
Segretario generale Segretaria generale [cfr. bibliotecario – bibliotecaria]
Affittuario Affittuaria
Ausiliario Ausiliaria
Proprietario Proprietaria
Notaio Notaia [cfr. mugnaio – mugnaia]
Il presidente La presidente [cfr. il/la cantante]
Il dirigente La dirigente
Il giudice La giudice

Trans

Un uomo trans: uomo che è nato con un corpo

femminile e ha transitato verso il sesso

maschile

Una donna trans: donna che è nata con un

corpo maschile e ha transitato verso il sesso

femminile

…se abbiamo paura di sbagliare, chiediamo

alla persona come preferisce essere declinata,

se al maschile o femminile. Non si nasce

imparat*, lo si diventa!