La riforma del mercato di Gràcia: che cosa potrebbe succedere?

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Manifestació a la Vila de Gràcia contra la reforma del mercat de l'Abaceria, per les plataformes veinales

Da alcuni mesi, passeggiando per le vie di Gràcia é possibile vedere alcuni adesivi con scritto: “Sents el batec de la Vila?” (trad. Senti il battito della Villa?). Da mesi infatti, diversi collettivi organizzati dai vicini del quartiere, stanno mettendo in questione il nuovo progetto di ristrutturazione del Mercat0 de la Abaceria, posizionato proprio al centro del quartiere.

Infatti c’è discontento di una parte dei vicini riguardo il progetto dell’Institut, sotto la tutela del comune, rispetto all’unico dei sei grandi mercati al coperto della città che ancora deve essere rimodellato. Ma quando si sono scoperti i dettagli del progetto, la protesta è aumentata.
“Non ci va bene soprattutto, come si è fatto il progetto: non si è parlato con nessuno, nessun commercio o vicino, che saranno i primi che ne saranno colpiti” assicura Monica Ribas, membro del Movimento Popolare di Gràcia (MPG), uno dei collettivi che dona sostegno alla campagna di protesta.

Rispetto queste accuse, il regidor del distretto, Eloi Badia, afferma che la proposta è stata sviluppata con le entità dei vicini e i commercianti del mercato, anche se considera che le cose sono state fatte in fretta “Ci sarebbe piaciuto sviluppare questo progetto con piú tempo e partecipazione, però già siamo in una fase avanzata, e abbiamo avuto pressioni da tutti i gruppi politici per definire il piano di investimenti”.

Modello di successo messo in dubbio

Beth Malquer, della piattaforma “Gràcia cap a on vas?” (trad. Gracia verso dove vai?) che è stat presente in diverse riunioni con i rappresentanti del distretto e della direzione di IMMB, pensa che “se prima c’era una intenzione di innovare, quando il governo ha visto gli interessi che ci sono dietro questo modello di mercato, ha fatto retromarcia”. “si dovrebbe poter neutralizzare. Ora lo faranno a Gràcia, ma passerá in altri posti”, aggiunge l’attivista. Rispetto a l’IMMB, assicura che si sono mostrati inflessibili a un cambio di modello e che “lo vendono come un successo,  ma visto che solo loro hanno i numeri, possono raccontare quello che vogliono”.

Il concetto di mercato promosso dall’istituto e criticato dai movimenti sociali, considera come “chiave del successo” la inclusione di un supermermercato e di un parcheggio, indipendentemente dalle caratteristiche della zona dove venga posizionato. In accordo con il progetto presentato al Consiglio Rettore dell’organismo, a l’Abaceria questo si materializzerà con un parking di 750mq e con 50 posti per i clienti. Per l’MPG e per i GCOV, nessuno dei due elementi puó entrare nel futuro mercato. “Barcellona é la quinta città piú inquinata d’Europa e gli indici di inquinamento continuano a crescere” avverte Marta Martínez, membro della Sinistra Indipendentista di Gràcia, che non capisce come si continua a incentivare l’uso di automobili privati con la creazione di nuovi parcheggi, quando, già ce ne sono alcuni nella zona del mercato.

 Maluquer, invece, sottolinea che alla piattaforma il supermercato no piace. Non solo per i prodotti che vendono, anche per le condizioni precarie che imposte alle lavoratrici e ai fornitori. Il regidor Badia spiega che la inclusione di un parcheggio non è un tema chiuso e bisogna vedere piú studi di mobilità considerando la zona. Per quello che riguarda il supermercato invece, la vede come imprescindibile per ottenere un progetto funzionale  e per l’investimento iniziale.
Una costruzione complessa

La questione economica è precisamente uno dei punti chiavi, dei piú controversi. Dei 25 milioni di euro messi in preventivo dall’IMMB per la ristrutturazione, si include la costruzione di tre piani interrati, che è totalment contraria ad alcune visioni piú austere dei vicini. Architetti vicini alla piattaforma GCOV stimano che il costo di una riforma alternativa,e che includa gli aspetti essenziali della riforma (come ad esempio l’eliminazione del tetto in amianto, la dotazione di camere frigorifere all’avanguardia e ambient piú sano) potrebbe arrivare a costare sui 5 milioni.  Ribas, dell’MPG, assicura che “il governo di Convergència i Unió ha lasciato morir un mercato per potarci costruire dentro un mostro” e si dispiace che Barcelona en Comú sta facendo lo stesso, anche se a parole diceva il contrario. Il regidor difende una idea innovatrice del mercato, includendo uno spazio di vendita di prodotti a kilometro zero.

Badia, al contrario, difende la proposta di riforma attuale, considerando che la presenza di uno spazio di 350mq dedicati ai prodotti a km zero fatti da cooperative e la inclusione di uno spazio di distribuzione urbana, che renda piú facile il carico e lo scarico delle merci. Due elementi, che per il regidor Badia, “sono stati chiesti dai vicini, anche se poi han cambiato idea”. Maluquer, di GCOV, afferma che le proposte sono state snaturate.

Impatto sul quartiere

I concetti sempre piú di moda nel movimento dei vicini di Gràcia, come la Gentrificazione, sono stati messi sulla tavola. MPG e GCOV temono che questo sia un nuovo possibile punto di gentifricazione, considerando un possibile aumento dei prezzi dei prodotti in vendita, con automatica esclusione dei vicini del quartiere, determinando un solo profilo di compratori: ricchi hipster.