Agressioni fasciste nello stato spagnolo

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La settimana scorsa è stata una settimana di violenza. La prima a Malaga, dove due giovani neonazisti hanno massacrato di botte fino ad uccidere un giovane, e pochi giorni dopo a Bilbao, dove un tifoso del Betis ha aggredito una persona, senza nessun motivo.

 

Giovedì 2o aprile, di prima mattina, un giovane di 22 anni, di nome Pablo, stava festeggiando il suo compleanno assieme ad un amico in una discoteca nel centro della città di Malaga.  Uscito per strada per prendere aria, vede un paio di persone discutendo, e si mette in mezzo cercando di tranquillizzarli.

Pablo avrebbe ricevuto diversi colpi e calci al corpo e alla testa, che lo hanno portato ad avere due arresti cardio-respiratori. È morto due giorni dopo all’ospedale. Secondo fonti della polizia, il semplice fatto che abbia cercato di dividerli, interponendosi,  è stato motivo sufficiente perché le due persone che stavano litigano si lanciassero su di lui, aggredendolo. Fonti dell’ospedale hanno affermato che Pablo era arrivato già in condizioni critiche, infatti, dopo due giorni in morte celebrale, il personale sanitario ha certificato la sua morte definitiva.

Alex Cordal Cespedes, di 27anni, si è costituito il lunedí seguente, poco dopo a che un altro giovane di 25 anni, Albert Ross, era stato arrestato per strada, accusato di omicidio del giovane. Parallelamente, altre due persone sono state arrestate, riguardo al caso: Enrique Castillo e Adolfo Garcia Gomez, accusati di favoreggiamento. La stampa ha definito i giovani come “boxer” e spiegavano che uno era membro di un ex-marine americano. Solo alcuni altri hanno parlato del fatto che “tifavano la squadra della città, e che erano di un gruppo d’animazione”. Sembra una rissa tra ultrà ubriachi, ma non è cosí.

Infatti, gli autori del delitto in realtà sono membri del gruppo Frente Bokeron, tifosi di una evidente ideologia neonazi e spagnolista, che considera di essere uno dei gruppi più antichi che va allo stadio de la Rosaleda, dall’anno 1986. Non solo. Sono membri di Malaga 1487, gruppo che si autodefinisce como “associazione culturale in difesa della nostra terra e per la difesa della nostra identità“. In pratica, un gruppo che esce dall’idea generata dal Hogar Social Madrid, l’equivalente spagnolo di CasaPound.

 

Agressione a Bilbao

Mentre finalmente iniziava a circolare l’informazione riguardo al caso di Pablo, un altro caso di aggressione è stato registrato a Bilbao, diffuso tramite un video nei social network.

In questo video si vede un tifoso del Betis camminando per una piazza con un bicchiere in mano. Dopo aver salutato una persona seduta ad un tavolo bevendo un caffé con un “Arriba españa” gli chiede “Sei ProEtarra?”. Senza aspettare la risposta gli tira addosso in contenuto del bicchiere, e gli da un violento colpo al viso. L’aggredito stordito e sorpreso, si alza e cerca di scappare, mentre l’aggressore continua a cercare di infierirgli altri calci e pugni. Una volta fuori dal raggio di azione del tifoso del Betis, e al sicuro nel bar, l’aggressore se ne va ma continua a insultarlo:”Schifoso”, “proetarra” si sentono chiaramente, assieme alle risate di chi sta assistendo alla scena.

Una ragazzata? Per niente. Risulta che l’autore è Manuel Herrera, tifoso del Betis, con una larga tradizione di violenza: Neonazista, ha tatuato Mussolini sul braccio destro, spesso si ritrae in saluti fascisti, o mostrando i tatuaggi con varia simbologia di estrema destra. Nel suo curriculum c’è una denuncia per una aggressione omofoba, una rissa con degli agenti di polizia e il tentativo di rompere un ordine restrittivo. Entrato in carcere dopo pochi mesi è tornato in libertà pagando la cauzione. In teoria ha un foglio di via e non può stare a Sevilla, ma poco tempo fa è stato visto in una discoteca del centro. Per l’ultima aggressione è stato identificato dall’Ertzaintza, ma non c’è stata nessuna misura cautelare nei suoi confronti.