Quattro componenti della PAHC Bages, accusati di appartenenza ad un “gruppo criminale”

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Il tribunale di prima istanza aveva archiviato la denuncia presentata dal BBVA, però le dichiarazioni di due Mossos d’Esquadra e di un altro agente della polizia locale hanno riattivato il processo. Gli accusati ora rischiano il carcere.

“Unione di due o più persone, che abbia come obiettivo o per oggetto la perpetuazione concertata di delitti”. Questa è la definizione di “gruppo criminale” secondo il codice penale, la cui appartenenza é punita con una pena che può arrivare ai tre anni di detenzione. La fiscalia accusa i quattro componenti della PAHC Bages di un delitto di danneggiamento ed appartenenza ad un gruppo criminale, chiedendo nove mesi di prigione per ognuno di loro. I fatti risalgono al 2014, quando durante una campagna contro il BBVA, lanciata dalla PAHC di Sabadell, si imbrattarono un totale di otto succursali bancarie nella comarca del Vallès. La banca presentò una denuncia per danneggiamento, che la fiscalia tradusse in una richiesta di pene detentive. Oggi, il Jutjat Penal numero 1 di Manresa, ha convocato le parti a presentarsi per notificare il procedimento, anche se gli accusati hanno rifiutato qualsiasi tipo di accordo o di conformità con le accuse mosse dal tribunale. Il giudizio si terrà il prossimo 22 Giugno alle 10 di mattina.

Pittura sulle pareti, sulle facciate e sugli ATM (bancomat), sono i fatti che denuncia il BBVA, presentando denuncia per danneggiamento durante il mese di Marzo 2014, nelle quali chiedeva sei mesi di multa (senza specificare le quantità) e un risarcimento di 4.118 euro per i danni ricevuti. Le immagini delle telecamere di sicurezza delle filiali colpite, mostrano persone con il volo quasi del tutto tappato. Il tribunale di prima istanza non trovò indizi sufficienti ad attribuire la “perpetuazione” a nessuna persona in concreto. Per questo motivo, archiviò il caso, che è stato rapidamente riaperto per il ricorso presentato dalla banca.

Le parole della polizia,l’unica prova.

Il ricorso presentato dalla BBVA genera un cambio decisivo nel processo. L’accusa chiese ai poliziotti di dichiarare dato che, nella relazione prodotta dagli agenti, si evidenziava il fatto che le persone erano state riconosciute. Uno dei poliziotti dichiarò di aver visto uno degli accusati, durante una manifestazione a Manresa, e che questa persona vestiva gli stessi indumenti ed aveva lo stesso aspetto della persona che appariva nel video delle telecamere di sorveglianza della succursale bancaria attaccata.

La fiscalia quindi aggiunge la richiesta di una pena di carcere per appartenenza a un gruppo criminale, anche se non si apportò nessuna prova concreta, ne fisionomica ne tantomeno si trovarono resti di DNA da analizzare. Il Ministeri Fiscal dichiarò che gli accusati hanno agito “con modalità organizzata e coordinata, in compagnia di altre persone non identificate ed in nome di un collettivo”.Agirono con “la intenzione di recar danno a una proprietà aliena e con l’aggravante del mascheramento”.

 

 

Jordi Busquets,uno degli avvocati, denuncia che “il procedimento si sta portando avanti con prove molto deboli ed irregolarità processuali”. Le identificazioni che hanno fatto gli agenti, aggiunge, “non sono sostenibili e son poco precise”. Infatti, solo uno dei poliziotti ha riferito qualche caratteristica concreta di uno degli accusati. L’unica prova a tangibile a disposizione dell’accusa, è una bottiglia d’acqua vuota con resti di vernice, che però non presenta impronte digitali.

Nella relazione scritta dalla polizia, si specifica che la PAHC Bages e la organizzazione giovanile indipendentista Arran, avrebbero pubblicato un tweet con fotografie, scattate durante l’attacco alle succursali bancarie. Inoltre, sottolinea che Arran in un comunicato manifestava che la lotta che stava portando avanti la PAH contro il BBVA era condivisa.

L’attivista della PAHC Berni Sorinas, disse che “éra del tutto surrealista che la banca che più investe in armi e che sfratta più delle altre, ci accusi i di essere un gruppo criminale, ed ancora peggio è che lo faccia la fiscalia”. “Quattro ATM imbrattati non sono un atto di violenza; rappresentano una azione legittima di protesta”. Sorinas disse che avrebbero ripetuto azioni del genere se la banca avesse attaccato qualsiasi PAH. Oggi é stato annunciato, in conferenza stampa, che si inizierà una campagna di solidarietà ai quattro accusati.

Gli affari del BBVA crescono del 31,5%.

Da 2,6 milioni d’euro di attivi nel 2015 a 3,4 nel 2016. Il BBVA ha aumentato il suo volume d’affari per un totale di 31,5% in un anno. Molte delegazioni della PAH segnalano che il BBVA é una banca che mostra resistenze durante la negoziazione dei casi, per donar soluzione alle famiglie

Oggi, BBVA possiede 6.139 case vuote solo nei Paesi Catalani, 1.816 solo in provincia di Barcelona, 84 nel municipio di Sabadell.

Durante l’anno 2016 la banca ha aumentato le proprie fiiali all’estero, che attualmente sono 35, aumentando il volume dei propri clienti che passa da 51 milioni a 70. Una buona parte degli utili è stata prodotta dagli investimenti nel settore armi, proprio come denunció la campagna BBVA senza armi. Uno studio del Centre Delàs d’Estudis per la Pau, evidenzia che BBVA ha concesso più di 2.436 milioni di euro in crediti ad imprese del settore delle armi, occupando il primo posto nel ranking

Articolo tradotto dalla testata online “directa.cat”