Arran si incatena alla Borsa di Barcellona per difendere l’indipendenza e l’anticapitalismo

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Acció d'arran per la independecia. Encadenats advant de la bolsa de barcelona
Con questa azione hanno presentato la seconda fase della campagna “l’organizzazione è la chiave della vittoria”. Campagna iniziata con l’occupazione della sede del PP il marzo passato.  Sottolineano che il referendum deve essere “uno strumento per il cambio sociale”.
Dopo una prima azione alla sede del Partito popular al mese di marzo, ieri mattina, membri dell’organizzazione giovanile della sinistra indipendentista Arran si sono incatenati alle porte della Borsa di Barcellona. Una azione dentro la campagna “l’organizzazione è la chiave della vittoria”, per difendere il referendum d’autodeterminazione. Secondo Arran, l’oggettivo di questa seconda fare della campagna è visibilizzare la critica al sistema capitalista, che, sottolineano, va di pari passo con il discorso indipendentista. “Consideriamo il referendum come uno strumento per il cambio sociale e lo rivendichiamo con l’anticapitalismo”, spiega una delle militanti davanti alla Borsa.
Mezz’ora dopo essersi incatenate, sono arrivati i celerini dei mossos d’Esquadra. Hanno aspettato l’arrivo della camionetta E-800 (che porta gli strumenti speciali( e e con un totale di 8 camion della Brigada Mobil e tre dell’arro) hanno cominciato a sgomberarle. Iniziando da quelle che stavano sedute a terra. Dopo di ció, hanno tagliato le catene e sgomberato le ultime tre. L’azione della polizia è durata una ventina di minuti. I giovani hanno denunciato che i poliziotti gli hanno fatto male, soprattutto per tirarle per le braccia e per stortargli i polsi. Inoltre, il sergente della Unità II della Brigata Mobile, che comandava l’intera operazione, non aveva nessun numero identificativo, anche se obbligato dalla legge. Un totale di 23 persone sono state identificate.

L’azione

 Dopo aver tirato alcuni palloncini di pittura sulla facciata della Borsa, una ventina di persone si sono sedute davanti alle porte principali, entre altre 3 si sono incatenati. Nonostante tutto ció, alcune persone potevano entrare e uscire dall’edificio da una porta laterale senza problemi. Le militanti hanno appeso una Estelada, la bandiera indipendentista catalana, a uno dei vetri superiori della facciata.
Arran insiste con questa seconda azione che il processo indipendentista deve essere legato alla trasformazione, al femminismo, al potere popolare, all’educazione popolare, all’internazionalismo, ai paesi catalani, all’ecologia, al lavoro di tutti per la sovranità economica. Mentre arrivano le forze dell’ordine, le militanti gridavano “i mossos arrivano, noi restiamo qui e non ce ne andiamo”. Tutta l’operazione è stata svolta con un perimetro di sicurezza amplio, allontanando giornalisti, viandanti e turisti, e bloccando parzialmente la visione dal punto dove si trovavano le giovani incatenate. Finito il tutto, un lavoratore della Borsa con una scala ha tolto l’estelada che restava appesa.
Qui una fotogaleria dell’azione (Foto:Victor Serri)

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