Il lato oscuro del commercio immobiliare a Barcellona

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Vi proponiamo una traduzione all’italiano dell’inchiesta, originalmente realizzata dalla Directa

In questa investigazione con audio e camera occulta riveliamo la strategia corporativa che si nasconde dietro le migliaia di cartelli che riempiono le strade di Barcellona, rivelando come operano immobiliarie e fondi di investimento in collaborazione con Desokupa

Un mattino d’inverno qualsiasi, nel quartiere di Sants a Barcellona. Per le strade intorno alla Piazza Osca appaiono decine di piccoli cartelli sui portoni degli edifici e delle case: “Compro piso, hasta 300.000€, pago al contado”, recitano in questa occasione. Già da mesi gli abitanti di questo e di altri quartieri di Barcellona li trova abitualmente ad ogni angolo. Sono associati ad un numero di telefono ed un nome -in nessun caso ad un marchio di una impresa- nonostante a volte siano anonimi.

Una donne di mezza età con l’apparenza di una dirigente passeggia per la zona, nastro adesivo alla mano, collocando i piccoli cartelli con fretta. “Scusa, ho un amico che ha ricevuto un appartamento in eredità e lo vorrebbe vendere”, la interpelliamo spontaneamente. Il suo nome è Luisa e dice che lavora come personal shopping per Eurohouse Real Estate, una agenzia immobiliaria con ufficio al carrer de Sants. Ci consegna uno dei cartelli e ci invita a farla contattare dal nostro amico fittizio.

Non è difficile immaginare che dietro tanti cartelli si nascondeva qualcun altro oltre un privato. Fin da un primo momento sorprendono i riferimenti a differenti nomi di persona in annunci che indicano tutti lo stesso numero di telefono. In uno Fátima, in un altro Álex ed in altri due nessun nome, però tutto con le stesse cifre e prodotti in diversi formati: uno fatto a malo, l’altro con computer, qualcuno più dettagliato e la maggioranza brevi nel messaggio.

Chiamate tentatrici

Ci organizziamo con una cittadina e due cittadini ormai stanchi di questa situazione. Si offrono di collaborare facendo chiamate ad alcuni dei numeri di telefono che appaiono nei cartelli che abbiamo raccolto. Anche loro vogliono sapere chi si nasconde dietro questa strategia commerciale: “Per quanto anche noi siamo proprietari di un appartamento, vediamo come stanno salendo i prezzi degli affitti e l’assedio costante delle agenzie immobiliarie. pensiamo che si debba attuare perché credono di poter fare quel che vogliono con un diritto basico come quello alla casa”, commentano indignati.

Prepariamo diversi profili di possibili proprietari che siano credibili per dei venditori avvezzi al negozio immobiliario. La prima chiamata la facciamo al numero di telefono che si ripete in tutti i cartelli citati precedentemente. Domandiamo di Álex; il nome non corrisponde all’interlocutore,  che però ci risponde rapidamente. ci conferma che parliamo con un agente dell’impresa Exes, del dipartimento patrimoniale e di acquisti del gruppo immobiliare Expofinques. Gli spieghiamo che abbiamo un blocco nel quartiere di Sants, di quattro piani ed otto appartamenti in totale, due dei quali occupati. Ci raccomandano che si offra loro del denaro per farli andar via, che collochiamo un allarme ed installiamo una porta anti-okupa: “Faremmo una valutazione totale dell’immobile con i due appartamenti occupati, voi potete dimenticarvi di tutti e noi accettiamo la vendita”

 

Preguntem per Álex; el nom no correspon a l’interlocutor, però aquest ens atén ràpidament. Ens confirma que parlem amb un agent de l’empresa Exes

 

Nel secondo caso chiamiamo ad un altro numero che risulta appartenere alla immobiliaria BCN Habitat. Offriamo loro la vendita di un appartamento con l’inconveniente che ancora vi abitano degli affittuari con un contratto di affitto antico. Potrebbero essere interessati all’acquisto, nonostante “se gli affittuari hanno cinquant’anni già ti dico che no”. Per l’agente tutto dipende dallo stato dell’appartamento e dall’età delle persone che vi abitano. Tanto in questa come in tutte le conversazioni telefoniche gli agenti si affannano ad insistere per ottenere tutti i dati possibili sull’appartamento ed andarlo a vedere quanto prima possibile. In questo caso l’ultimo proposito non può essere realizzato poiché l’immobile non è vuoto, però Carolina ci invita a riunirci nel suo ufficio per ripassare tutto il cartaceo che abbiamo.

La terza chiamata la facciamo con più giorni di preparazione ed all’altro lato dell’apparecchio ci forniscono ogni tipo di dettagli per generare fiducia ed arrivare ad un possibile acquisto. Offriamo due blocchi con le stesse caratteristiche del precedente. Provengono da una eredità e congiuntamente con nostro fratello li vogliamo vendere. Il primo ha tre appartamenti vuoti perché non abbiamo rinnovato il contratto, tre hanno un contratto fino al prossimo mese di novembre e nei due rimanenti vivono due ottantenni con affitti vecchi. L’altro ha “okupas” al suo interno ed “ormai non sappiamo come farli fuori”.

Parliamo con Alberto Nieto, agente di Exes che ci conferma che usano la strategia dei cartelli: “siamo noi stessi, della patrimoniale d’Exes, del gruppo Expofinques, che già ha più di vent’anni e quel che facciamo è comprare appartamenti o edifici, riabilitarli e tornarli a vendere”. Ci spiega perché usano questo sistema: “è quello che funzione di più, per questo lo facciamo”, ed aggiungono che queste campagne di marketing che riempiono le strade di Barcellona permettono loro di accedere ad un “profilo più alla mano di quello che ci entra da internet, più un privato, che è quel che stiamo cercando.

Parlem amb Alberto Nieto, agent d’Exes que ens confirma que utilitzen l’estratègia dels cartells: “som nosaltres mateixos, comercials de la patrimonial d’Exes, del grup Expofinques”

Sono disposti a comprare edifici con inquilini: “Li lasciamo con il vecchio affitto o diamo loro del denaro affinché se ne vadano in un altro posto, però non servirebbe farli fuori prima”. Ci avverte che questo farebbe diminuire il prezzo dell acquisto perché “dobbiamo mantenere dei signori che pagano 200 euro d’affitto, quando adesso un immobile antico si ristrutturerebbe completamente e chiederemmo tra i 900 ed i 100 euro d’affitto o venderemmo per 200.000 o 300.000 ogni appartamento”.

Nel caso di immobili con occupazioni ci conferma che sono interessati: “A me non importa che abbiano un vecchio affitto o degli okupas.. ci incarichiamo noi di assolutamente tutto”. li avvertiamo che già abbiamo offerto loro del denaro per andarsene e questo non gli sembra un ostacolo per continuare ad insistere: “Ci sono diverse strade, però capisca che siccome non l’ho vista di persona non le posso spiegare la prassi che seguiamo, però sì che le dico che in più di una occasione abbiamo acquistato un appartamento con okupas e l’abbiamo gestito con facilità”. Loro stessi si occupano del processo giudiziario: “Lo assorbiamo assolutamente tutto, il problema ce lo teniamo noi”.

Jaime de Webhouse Real Estate ens ofereix els serveis d’una empresa per a desallotjar pisos minuts després del primer contacte

In un’ultima chiamata ci imbattiamo in un investitore dell’agenzia Webhouse Real Estate che risponde al nome di Jaime. ci offre i servizi di una impresa per sgomberare appartamenti solo pochi minuti dopo il primo contatto: “Prima tirano fuori le persone e dopo bisogna pagare degli onorari (…) O li tirano fuori con le buone o con le cattive. Però tranquillo, che non li uccideranno. Utilizzano molto la psicologia, però se non c’è altro sistema, già passano alla forza.. è gente di due metri, 120 chili… cioè, non sono piccoli. Quello che fanno è intimidarli e a partire da qui si cambia la serratura”.  Questa proposta ci spinge ad accettare un incontro presenziale che si produrrà pochi giorni dopo.

Camera occulta alla immobiliaria

Webhouse Real Estate è un’agenzia immobiliare specializzata nella vendita e nell’affitto di appartamenti di alt standing. Nello strumento di ricerca del sito di API –  Col·legis i Associació d’Agents Immobiliaris non risulta nessuna iscrizione che figuri con il numero di identificazione (Aicat) che Webhouse esibisce sul suo sito. La sede si trova all’Avinguda de Vallcarca di Barcellona, soltanto a trecento metri dal nucleo antico del quartiere, uno spazio di autogestione e rivendicazione cittadina germoglia fra i pilastri e le demolizioni promossi principalmente dall’impresa di costruzioni Nuñez y Navarro.

Secondo il registro mercantile, l’amministratore di Webhouse è Daniel Escobar, uno degli uomini che hanno partecipato alla riunione con la coppia che faceva da esca. in questo incontro veniva accompagnato da un uomo che si è presentato come Jaime, che rapidamente ha dato molti dettagli di Desokupa, l’impresa di sgomberi extra giudiziari che cui confermano di lavorare. Questa società specializzata nella “intermediazione con okupas”, diretta da Daniel Esteve, è stata denunciata dalla campagna StopDesokupa, dalla PAH, dal comune di Barcellona e dall’Observatori DESC.

Durante l’appuntamento i due uomini spiegano alla coppia – che registra tutto con una telecamera occulta – vicissitudini sulla loro relazione con Desokupa. “Questa gente è disposta ad avere problemi con la giustizia, però non si ficcano in pantani per 3.00 o 4.00 euro. L’uomo che inviamo si spacca la faccia contro chiunque, e se dice ‘devo passare la settimana o quel che serva in prigione o sotto processo, lo passo, però che alla fine del mese mi compensi’. Con questa gente, occhio.”

Oficina ubicada a l’Avinguda Vallcarca número 38 on va tenir lloc la cita amb els agents de Webhouse

Anche Jaime spiega che in tre casi precedenti di sgombero di appartamenti dove hanno inviato “quattro bestie da 120 chili”, ebbero dei costi di 15.000, 4.500 e 6.200 uro per il proprietario, rispettivamente. “Tutto va in funzione della gente che ci sia li dentro e dell’operativo che si debba montare. Non vale lo stesso inviare quattro persone o inviarne due” ed insiste sulla necessità di fare un documento firmato dai proprietari, “prima di far nulla, che ci autorizzi a realizzare questa operazione”.

Gli uomini spiegano che prima faranno “un po’ di vigilanza [agli okupas] per vedere chi sono, dove vanno, dove si riuniscono, e a partire da qui redigiamo un piccolo resoconto”. Bisogna sottolineare che la coppia di falsi venditori ha chiesto a Webhouse come contrattare i servizi di Desokupa per svuotare un appartamento che non volevano cedere, ma che volevano recuperare per loro stessi. Webhouse accettava visto che l’altra parte dell’offerta consisteva in un secondo appartamento che i proprietari vederebbero se gli svuotavano l’appartamento occupato. Pertanto, secondo quel che si evince dalla registrazione, offrono i servizi di Desokupa come moneta di scambio per ottenere, a partire da questo primo servizio, un altro appartamento. All’indomani dell’incontro all’ufficio di Vallcarca, gli investitori si presentarono all’indirizzo degli appartamenti di Sants che avevamo fornito loro prima di congedarci, però non vi hanno trovato nessuno.

Mobilitazione della cittadinanza

La consolidazione della capitale catalana come destinazione turistica di prim ordine su scala mondiale, sommata all’attrazione che provano investitori come Exes, BCN Habitat e Webhouse Real Estate per fare affari con la città, ha fatto aumentare esponenzialmente il prezzo del metro quadrato. Nle primo trimestre del 2017 gli apaprtamenti hanno subito un rincaro del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo un’indagine pubblicata dalla compagnia di tassazioni immobiliarie Tinsa.

I processi di gentrificazione stanno espellendo in modo silenzioso migliaia di abitanti, grazie a fondi di investimento ed imprese imobiliarie, agenti economici che vertebrano un circuito consistente in comprare proprietà ed espellere gli inquilini per dopo poter ristrutturare e rivendere gli immobili, traendone un beneficio molto maggiore rispetto all’investimento iniziale. Casi su casi si vanno sommando costantemente e per questo le abitanti e gli abitanti della città si stanno organizzando in molteplici collettivi per sovvertire la situazione. Frutto di questa mobilitazione, questo sabato 10 giugno è stata convocata una manifestazione che si prevede moltitudinaria e che partirà alle 6 del pomeriggio da Plaça Universitat di Barcellona, una città contesa.