Si conclude con una occupazione la manifestazione contro la speculazione immobiliaria a Barcellona

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Manifestanti escono sul balcone dopo aver occupato un edificio, alla manifestazione contro la speculazione immobiliaria (foto: Victor Serri)
Quasi duemila persone hanno sfilato per le strade di Barcellona, per protestare contro l’aumento degli affitti, il turismo massivo e la speculazione immobiliaria

La pazienza degli abitanti di Barcellona, sembra essere quasi terminata. Il motivo? il caro affitti che sta stravolgendo la struttura della città e di chi ci vive. Quasi duemila persone hanno sfilato per le strade del centro sabato pomeriggio, per difendere il diritto all’abitare. La manifestazione, convocata per la piattaforma #BcnNoEstàEnVenda

Armati di cartelli e uno spirito combattivo i manifestanti hanno lasciato un messaggio chiaro. Si poteva leggere “No ens faran fora” (non ci cacceranno), “Stop turisme massiu” (stop turismo di massa), “No volem ser expulsats dels barris” (non vogliamo essere cacciati dai quartieri). I manifestanti sono usciti da plaça universitat alle 18.30 e hanno finito la protesta due ore dopo, al solar de les Drassanes. Proprio dove si dovrebbe costruire un polemico hotel di lusso. Alla manifestazione si sono aggiunte sette colonne che sono venivano dal  Barri Gòtic, Vallcarca, Sants, Poble Sec, Clot, Gràcia e Raval.

La presidente delal FAVB (Federazione dei Vicini di Barcellona) Ana Menéndez, ha letto il manifesto iniziale: “il modello di gentrificazione della città espulsa chi vive nei quartieri e impulsa il sovrasfruttamento turistico di Barcellona” ha affermato. Horacio Espeche, membro del sindacato degli affittuari assicura che la protesta è “importante per visibilizzare la preoccupazione per l’ondata speculativa con la casa, con una bolla d’affitti equivalente a quella dell’inizio del 2000”.

La protesta ha sfilato affianco al Mercat de Sant Antoni, zona in cui gli affitti sono aumentati maggiormente. Infatti, quattro manifestanti portavano (Come in processione liturgica) modello in scala del mercato, con quattro avvoltoi ad ogni angolo. Tra alcuni presenti si è potuta vedere la diputata della CUP Eulàlia Reguant.

Un edificio occupato per chi vuol vivere a Barcellona.

Il corteo è passato per il quartiere del Poble Sec, dove si è fermato davanti al numero 14 del Passatge Poeta Cabanyes. Proprio in quel punto alcuni attivisti hanno occupato un edificio intero, chiuso da una decina d’anni. Una volta entrati, si sono affacciati da un  balcone e hanno appeso uno striscione. Diceva: “gli appartamenti per chi ci vive e non per gli speculatori: Case per il popolo”

La coorinadora d’assemblee per la casa ha comunicato l’occupazione ha anche responsabilizzato il Comune di Barcellona e il Governo. Infatti, per loro, hanno “permesso che ci siano edifici permanentemente e ingiustificatamente vuoti”. Inoltre li accusa di “non reagire davanti all’esistenza di case ed edifici interi vuoti e che non svolgono la loro funzione sociale”.

La piattaforma #BcnNoEstàEnVenda protesta contro “la grave situazione di espulsione degli abitanti” di Barcellona. Infatti si spiega che il prezzo medio dell’affitto è aumentato un 17% tra il 2014 e il 2016.La ragione? il cambi di utilizzo: quelle che prima erano case per gli abitanti della città, si son trasformati in appartamenti turistici.

A tutto ció si aggiunge il fatto che gli stipendi dei barcellonesi sono “praticamente congelati”. E come conseguenza ci sono 9 o 10 sgomberi a settimana, sempre secondo la FAVB. La federazione critica anche la modifica alla legge sugli affitti che riduce a 3 anni l’affitto minimo e facilita gli sgomberi.