Il governo catalano spiega le garanzie del referendum del 1 ottobre

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Diputati spiegano ganzie del referendum
Diputati spiegano ganzie del referendum

Il governo promette che il referendum avrà tutte le garanzie per poter votare “come sempre”. Le novità saranno nella creazione della “Sindicatura Elettorale di Catalunya” e all’arrivo degli osservatori internazionali. Puigdemont: “Sappiamo che ci sono rischi. Ma disertare dalla democrazia avrebbe un prezzo molto alto per le future generazioni.”

Il governo si compromette per legge a proclamare l’indipendenza della Catalogna se il “si” vince l’1 ottobre e a convocare elezioni regionali se vince il “no”. La legge del referendum ha visto la luce martedi dopo mesi di rumori. Fatto pubblico al parlamento in un atto di JxSi e la Cup. Poi celebrato alla sera, al Teatro Nazionale di Catalogna, dove il governo ha riaffermato il compromesso con il referendum.

Il tutto protetto da una legge che verrà approvata a fine agosto e che il Governo eseguirà nonostante le conseguenze.”É rischioso.É normale che ci faccia paura. Ma disertare, arrenderci, rassegnarci ha un prezzo ancora piú alto e duraturo per le future generazioni”.  Cosí l’ha sottolineato il presidente del governo, Carles Puigdemont, che ha concluso l’atto davanti a migliaia di persone.

Un referendum vincolante

“il primo ottobre ci sarà un voto decisivo che ci compromettiamo a rispettare”, ha insistito. Il referendum, “vincolante”, é per Puigdemont “probabilmente il motore dei cambi che stanno desiderando tanto i votanti del si come i votanti del no”. Infatti, nonostante che nella sala si siano sentit gridi per l’indipendenza, il presidente ha difeso che, se vince il No, sarà un “no sovrano. Riconoscerà questa sovranità della Catalogna per decidere come un popolo”. “Siamo anche la garanzia di quelli che vogliono votare no”, ha ribadito.

In ogni caso, succeda quel che succeda i prossimi mesi, il presidente del governo ha sottolineato la importanza della legge del referendum per garantire la piena legalità del 1-O. Includendo la “protezione” a tutte le persone e aziende che partecipino nell’organizzazione del voto. “non potranno far nulla contro cittadini, lavoratori statali, imprese private. La vittoria la deciderà la gente”, ha concluso.

Un voto “come sempre”

“L’1-O si voterà come sempre”. Il preside e la portavoce del gruppo parlamentario di JxS, Jordi Turull e Marta Rovira, non si sono stancati di ripetere il concetto. Il governo vuole convicere i cittadiin che il referendum di autodeterminazione sarà come qualque altro voto elettorale. Lo stesso censo, glis tessi collegi elettorali, gli stessi tavoli e un risultato vincolante senza il minimo di participazione “Voteremo dove votiamo sempre e alla distanza di sempre”, ha spiegato Turull.

“E che farà lo Stato? quello che fa sempre”, ha aggiunto al finale dell’atto il president edella Generalitat, Carles Puigdeont. “Giocheranno sporco, non ci sarà separazione dei poteri né rispetto per quello che siamo e non avremo le infrastrutture di cui abbiamo bisogno”. Nell’atto serale, JxSí e il governo hanno condiviso protagonismo, mentre la CUP guardava la scena dalle sedie della platea. Lluis Llach non se ne é dimenticato e ha voluto ringraziare gli anticapitalisti per tutto quello fatto per la legge del referendum.

Le novità del referendum

Le due novità che cambiaranno il “come empre” sono diretta consequenza del veto dello Stato. Per garantire la “pluralità, neutralità e corretto funzionamento” della consulta, la legge del referendum d’autodeterminazione, che è stata presentaal mattino al parlamento, crea al Sindicatura Elecoral. Questo nuovo ente sostituisce la Giunta Elettorale, e sarà l’arbitro del referendum.

L’altra garanzia aggiunta sarà la presenza di osservatori internazionali. “la principale differenza rispetto delle qualunque elezioni è che si celebreranno con l’opposizione diretta dello Stato”, ha indicato il vice presidente del governo, Oriol Junqueras. “Di fronte al deficit democratico dello Stato dobbiamo offrire sempre piú garanzie democratiche”, ha aggiunto.

Quello che non cambierà saranno le persone che verranno chiamate alle urne. Saranno i cittadini maggiori di 18anni residenti a catalogna con nazionalità spagnola. Come i catalani residenti all’estero, come ha ricordato Rovira.

La pagina web www.garanties.cat

Il governo ha aperto una web (www.garanties.cat) proprio mentre iniziava l’atto al Teatro. In questo portale, i navigatori potranno scaricare la legge del referendum. Potranno anche controllare le garanzie de JxSi e la CUP hanno previsto perchè il referendum funzioni. Turull ha ironizzato che, mentre la web del PSC (www.garantia.cat) spiega come “non si puó votare”, quella del governo permetterá alla gente di sapere “come potrà votare l’1 ottobre”.