[COMUNICATO] – Difendiamo Barcellona, restiamo antifascist* #NoTenimPor

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Comunicato del collettivo Barnaut sugli attacchi terroristi a Barcellona e Cambrils. [Scarica la versione PDF]

Quando abbiamo iniziato a buttar giù le prime righe su Barnaut, la nostra aspirazione più grande era quella di usare i nostri articoli e podcast per dar forma ad un qualcosa che sapevamo solo intravedere. Rifugiando in espressioni vaghe ma suggestive, ci dicevamo fra di noi che avremmo raccontato la “Barcellona autentica”, o lo “spirito della città”, tentando di dar forma a qualcosa che potevamo solo intravedere, ma che non comprendevamo a pieno. Fino a ieri, quando la barbarie assassina ci ha fatto capire, nel più tragico dei modi, di cosa stessimo parlando.

In poco più di un anno e mezzo, la nostra attività è stata quella di raccontare come Barcellona stia resistendo all’attacco speculativo. In una città che ha finito per far pagare ai più deboli la sua transizione da polo industriale e portuale a feudo del settore terziario, noi ci siamo interessati di chi occupava le case per opporsi agli appartamenti turistici, delle associazioni di quartiere, delle vertenze sindacali e delle lotte femministe. Abbiamo raccontato la città con le note della musica indipendente ed i passi della letteratura catalana, fino a renderci conto di aver cominciato ad intravedere quello spirito che cercavamo, e che solo ieri siamo riusciti a comprendere a pieno. Perché Daesh ha attaccato la città, ed ancora una volta la barbarie fascista torna ad avventarsi su Barcellona. Ed il sangue che si asciuga sul marciapiede della Rambla disegna le linee di una cicatrice profonda sul tessuto sociale della città.

Le grandi e piccole lotte, gli affanni quotidiani, la voglia di vivere e resistere della gente di Barcellona, hanno finito per connettere le persone in una interazione complessa, dando forma e sostanza a quello spirito barcellonese che ieri ha ricevuto il suo colpo più duro. La voglia di costruire una comunità aperta, plurale e democratica, in cui il lavoro della gente comune serva a migliorare le condizioni di tutte e tutti, è essa stessa l’essenza di Barcellona. A quell’essenza era rivolto l’attacco, ed è quell’essenza che dobbiamo difendere.

Oggi siamo messi di fronte ad una scelta. Possiamo dare ascolto a chi ci istiga la paura, chiuderci nella diffidenza lasciando le porte aperte a quello stesso odio che ci è piombato addosso ieri pomeriggio. Possiamo credere a loro, lasciando che lo spirito della città resti un bel ricordo di quando potevamo permetterci qualche illusione in più. Oppure possiamo reagire, combattere il terrore rifiutando l’idea di dover criminalizzare il diverso, e tornare a lottare per quella città aperta, democratica ed antifascista con ancor più forza.

Il fascismo uccide, e quando lo fa uccide gli innocenti. Daesh, l’ISIS, è un’organizzazione teocratica e fascista, non troppo diversa da chi ha compiuto massacri nelle piazze italiane durante gli anni settanta. Il furgone della Rambla e l’auto di Charlottesville, le bombe su Aleppo e gli aerei senza insegna mandati da Mussolini sui cieli della Repubblica Catalana. Da sempre ed ovunque, l’odio dei fascisti si nutre del sangue degli innocenti.

Non capivamo a pieno lo spirito della città, finché quest’odio non ha tentato di portarcelo via. E per quanto modesto possa essere il contributo della nostra piccola testata, ci rifiutiamo di reagire all’odio con lo stesso odio che pretende di insegnarci. Nei mesi a venire, combatteremo con ancor più forza chi tenterà di criminalizzare il diverso, l’arabo, l’islamico, il pakistano. Possiamo scegliere, e scegliamo di lottare per difendere lo spirito della città di Barcellona. Città aperta, plurale ed antifascista.

Visca Barcelona, visca la Terra Lliure.