Presidio di Arran in sostegno a un compagno arrestato

Adesivi, striscioni, bombolette spray, e pura Agit-Prop. Sono queste le principali “armi” di Arran, l’organizzazione giovanile della EI. Nonostante la scarsa pericolosità sono state la scusa per costruire una campagna di criminalizzazione dell’intera organizzazione che è durata per buona parte dell’estate.

Nell’estate che ormai sta finendo abbiamo potuto assistere ad un fenomeno interessante: la criminalizzazione dei giovani indipendentisti di Arran. Sono bastate alcune piccole azioni contro la massificazione turistica a Barcellona per permettere ai mass media di iniziare una campagna contro l’intero movimento.

Facciamo un passo indietro: cosa è Arran? Nei giornali è stata semplicemente definita come l’organizzazione de “i cuccioli della CUP”, ma la realtà è abbastanza differente.

Il nome viene da una parola catalana che potremmo tradurre come “a filo”. É una citazione dell’innocatalano del Segadors nella versione antica (“segueu arran que la palla va cara”, tagliate a filo che la paglia è cara). Mostra in una sola parola la volontà di avere tutto, di azione, di legame con la terra catalana.

Arran é una organizzazione politica giovanile che unisce piú anime storiche dell’indipendentismo di sinistra catalano. Infatti, è stata fondata nel 2012 unendo gruppi come Maulets (l’organizzazione giovanile de MDT-PSAN), La CAJEI (piu’ legata a Endavant) e altri gruppi, in processo assembleario che è durato 4 anni. Attualmente è la principale organizzazione della sinistra indipendentista per i giovani da 15 a 26 anni (esistono assemblee giovanili legate alla sinistra indipendentista a parte).

Come buonaparte della sinistra indipendentista, gli assi principale di azione dell’organizzione sono tre: socialismo, paesi catalani e femminismo. Quindi esistono assemblee di arran in tutto il territorio dei paesi catalani (catalogna, pais valencià, isole baleari).

La scintilla della campagna diffamatoria

Arran ha sempre fatto azioni dirette. Solo nell’ultimo anno possiamo ricordarci dell’azione simbolica di occupazione della sede del PP per l’indipendenza o quando si sono incatenati alla borsa di Barcellona. Ma sono state due azioni quelle che le hanno portate alla ribalta come i pericoli pubblici: una azione contro un bus turistico (in cui è stato bloccato, per scriverci sopra che “il turismo uccide i quartieri”), mettere un video online dove bucavano le ruote di alcune biciclette (di aziende che operano con turisti, parcheggiate in spazi pubblici) e uno striscione contro il turismo a Palma . Le azioni avevano una chiara intenzione: visibilizzare gli effetti, anche minimi, del turismo di massa e responsabilizzare chi in parte ne e complice.

Queste tre azioni sono state sufficienti per iniziare una campagna diffamatoria che cercasse di colpire non solo i responsabili delle azioni, ma l’intero movimento.

Il primo articolo infatti, non cercava di determinare chi aveva fatto le azioni, ma, in maniera fortemente pericolosa, additava l’ateneu della Barraqueta di Gràcia come sede delle operazioni dell’intera organizzazione. Nel testo si poteva leggere “in questo locale della CUP si è convertito nello spazio di riferimento dell’indipendentismo catalano piú radicale, dell’anticapitalismo e dell’attivismo di strada contro il turismo”. Lo stesso locale era già stato indicato come il locale degli Okupa del Banc Expropiat, legandolo all’area anarchica.

Il pieno della campagna

Arrivati a questo punto, organizzazioni di estrema destra spagnola, come Somatemps scrivevano già articoli surrealisti come questo “Turbas de navajeros marxista-pujolistas atacan a turistas en BCN“. Ossia “gruppi di persone coi coltelli marxisti-pujolisti attaccano turisti”. Considerando che di per sé marxista e pujolista (quindi legato a Jordi Pujol, expresidente della Generalitat,democristiano) è paradossale, mostra una chiara intenzione di criminalizzare. In nessun momento i militanti di arran hanno attaccato alcun turista. Ma la cosa poi arrivava a livelli di critica personale considerando che la portavoce di Arran, in realtà, era ricca di famiglia.

Se la cosa già di per sé era violenta, OKdiario ha iniziato a parlare di coordinazioni tra la Cup, Sortu e Eta per controllare i fili di Arran. Per non parlare dei differenti articoli che hanno iniziato a parlare di “turismofobia“, uno strano fenomeno di odio o rifiuto ai turisti. Mentre Arran spiegava che il problema è il modello, giornali e televisioni si sono impegnate per vendere un fenomeno di conflitto individuale legato “ai turisti” e non al “sistema turistico e al capitale” come spiegava Arran.

Al di la di tutte le criminalizzazioni, la repressione non si ferma e con essa anche la campagna repressiva dei mossos, che ieri hanno arrestato un nuovo militante di arran, per i fatti della sede del PP, portando ad un totale di 6 militanti accusati di danni e disordine pubblico.