In diretta da Barcellona con gli aggiornamenti sulla lotta per il Referendum del 1-O.

Per cercare di seguire al meglio quello che sta succedendo in questi giorni a Barcellona e in Catalogna, facciamo una Diretta che aggiorneremo poco a poco per spiegare la situazione repressiva e di mobilizzazione nelle strade.

 

Diretta. Aggiorna la pagina per aggiornare

 

21:30 h. Atto finale della campagna per il referendum a Plaça Espanya                    

In serata, alla Font Màgica di Montjuïc, si sono riunite a favore del referendum l’ANC, Òmnium e i partiti favorevoli all’indipendenza -ERC, PDECat, la CUP, Mes e Demòcrates. Lo spazio dei comuni di Podem, a sua volta presente all’evento, ha rivendicato il referendum nonostante lo consideri soltanto una mobilizzazione.

 

16.50 h. El Mon: il governo di Madrid chiude lo spazio aereo intorno Barcellona.
Il sito web “El Mon” riporta che, fonti dell’aviazione spagnola confermerebbero la chiusura dello spazio aereo sopra la città di Barcellona per i voli di piccole dimensioni fino a 3000 metri. La misura sembra presa per evitare immagini dall’alto e nascondere il numero de* manifestant*.

16.12 h. I MOSSOS SI ESPRIMONO SUL COMPORTAMENTO DA TENERE NEL REFERENDUM. Una nota rilasciata dai Mossos d’Esquadra dichiara che il corpo interverrà per applicare gli ordini giudiziali, ovvero di chiudere i seggi, ma con misura e tentando di prevenire l’inasprirsi della situazione e si propongono di fare da mediatori. In molti ci leggono l’intenzione di presentarsi ai seggi per chiuderli ma desistere in caso di resistenza. Bisogna attendere domani per vedere cosa succederà.

 

15.40 h. I verdi europei si schierano per il dialogo. Posizionamenti dell’ultimo minuto cominciano ad arrivare da più parti. I verdi europei, che coordinano il partito catalano ICV (adesso dentro la coalizione Catalunya en Comù ed eletti nel listone CSQEP) ed il piccolo partito statale Equo, lanciano un appello ad un referendum pattuito con il governo spagnolo, in quella che viene chiamata dichiarazione di Saragozza. Ennesimo posizionamento tardivo, in una situazione che cambia di ora in ora, una partita il cui gioco ha abbandonato da tempo le sedi di partito e le sale stampa, per spostarsi nelle assemblee organizzate in piazza.

13.10 h. Il governo catalano presenta le urne. Finalmente le urne, quelle che lo stato spagnolo ha cercato tanto e che non riusciva a trovare. Sono state presentate oggi, ed hanno l’aspetto di semplici contenitori di plastica, di quelli che si usano per stipare oggetti vecchi in cantina. Foto e link alla notizia.

Venerdì, 29 Settembre – 2 giorni al Referendum.

17.00 h. La commissione dei diritti umani dell’ONU esprime preoccupazione per l’attuazione del governo spagnolo. Una nota della commissione dei diritti umani dell’ONU esprime preoccupazione per le possibili violazioni dei diritti fondamentali in Catalogna. Secondo l’agenzia delle Nazione Unite, la repressione del governo spagnolo potrebbe portare a violazioni gravi di diritti umani e civili, ed invita a rispettare il diritto dei catalani ad un dibattito aperto e democratico, considerato fondamentale per tutta la Spagna. “Indipendentemente dalla legalità del referendum – recita la nota – le autorità spagnole hanno la responsabilità di rispettare i diritti che sono essenziali per le società democratiche”. La nota conclude anche, in riferimento agli arresti ed alle accuse di sedizione, che “le misure che stiamo vedendo sono preoccupanti perché sembrano violare diritti individuali fondamentali, limitano il flusso di informazione pubblica e la possibilità di un dibattito aperto in un momento critico per la democrazia spagnola”.

14.30 h. Finisce la riunione della Giunta di Sicurezza convocata per il presidente della Generalitat. Si tratta di un organo che coordina i diversi corpi di sicurezza e protezione civile in Catalgona, come prevede lo Statuto. Bisogna sottolineare che non hanno partecipato né la Guardia Civil né la Policia Nacional, corpi che normalmente partecipano. hanno delegato Diego Perez de los Coos. Come concluione Forn ha dichiarato che i mossos sono il corpo di sicurezza incaricato dell’ordine pubblico, e quindi sono quelli che decideranno come attuare durante il referendum. Ha anche aggiunto che non vuole annullare il referenudm.

Riunione della Giunta di sicurezza 

 

12.50 h. Decine di migliaia di studenti medi si manifestano in difesa del refrendum a plaça Universitat a Barcellona. Lo striscione alla testa della manifestazione diceva “Svuotiamo le aule, difendiamo il referendum”. Secondo i calculi della directa si calcula un numero massimo di 90mila persone.

La ‘Directa’ ha calculat que hi ha 90.000 manifestants / Victor Serri

 

12.15 h. Rappresentanti dei sindacati dello sciopero generale de 3 ottobre hanno convocato una riunione con il Dipartimento del Lavoro, per definire il servizio minimo garantito. Convocato da diversi sindacati e assieme a piú di quaranta gruppi e associazioni decidiranno se mantenere lo sciopero generale la sera del primo ottobre, in fuzinoe di come andrá il referendum. Se si potrà votare liberamente o no.  Alla fine i portavoci della CGT, IAC, CSC e COS assieme altri hanno chiesto agli altri sindacati (CCOO e UGT) di non oppporsi allo sciopero.

Conferenza stampa dei portavoci dei sindacati / Victor Serri

 

11.13 h. Continuano ad andare a dichiarare i  sindaci  alla Fiscalia General de Catalunya. Molte persone hanno fatto un presidio di sostegno. Le accuse della fiscalia ai sindacai è malversazione, disobbedienza e prevaricazione per loro collaborazione con il referendum.

Manifestanti nel presidio davanti alla Fiscalia General / Estel·la Marcos

 

09.55 h.  Centinaia di pompieri di diersi corpi del territorio catalano hanno fatto una azione in sostegno del referendum. Andando al palau del mar di barclelona hanno portato una urna e spiegato un immenso striscione che diceva “Love Democracy”.

 

Dijuos 28 settembre – 3 giorni al referendum

——————————————————————————————————

14.23 h L’Audiencia Nacional accetta la denuncia per sedizione. Il tribunale speciale noto come Audiència Nacional , con competenze di antiterrorismo accetta la denuncia di “sedizione” per le proteste avvenute lo scorso 20 Settembre a seguito della denuncia della procura generale dello Stato Spagnolo. Non sono specificati i destinatari della denuncia, che idealmente può estendersi alle decine di migliaia di persone scese in piazza a seguito degli arresti delle alte cariche della Generalitat. Più verosimilmente, le accuse potrebbero ricadere sugli organizzatori, le associazioni Omnium ed Assemblea Nacional de Catalunya. Fonte: CCMA – Televisione Pubblica Catalana.

09.40 h – Il ministero degli interni catalano dubbioso sulla possibilità di aprire tutti i collegi elettorali. Il consigliere degli Interni catalano Joaquim Forn ha ammesso, in un intervista a RAC1, che potrebbe non essere possibile aprire tutti i collegi elettorali per il referendum. Ha inoltre lanciato un appello alla cittadinanza a concentrarsi in quei punti dove si impedisca il voto per lanciare all’Europa e al mondo il messaggio che “c’è uno stato che impedisce votare“.

08.30 h. [LA GIORNATA] Da Trump a Trapero. L’incontro di ieri tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ed il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy ha messo in chiaro una volta per tutte che gli Stati Uniti non entreranno nella questione catalana. Già 24 ore prima dell’arrivo di Rajoy a Washington, la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders ha ribadito che l’amministrazione americana è pronta a lavorare “con qualsiasi entità esca dal referendum”. Ieri, il Tycoon ha dichiarato che preferirebbe una Spagna unita, ma che si tratta comunque di una “posizione personale”.

Nel frattempo, s’intensifica lo scontro tra la Fiscalía ed i Mossos d’Esquadra. Dopo il tentativo di porre il corpo di polizia catalano sotto gli ordini della polizia spagnola – e la minaccia di rimuovere il comandante in capo, il maggiore Josep Lluís Trapero- arriva la richiesta di “recintare” i seggi elettorali per impedire l’accesso al voto (si, lo hanno chiesto davvero). Oggi si attende una dichiarazione del Maggiore, i Mossos d’Esquadra considerano la misura pericolosa per il mantenimento dell’ordine pubblico, e sono orientati a non esaudirla.

Mancano quattro giorni all’apertura delle urne, continueremo a seguire gli sviluppi su questa pagina. Questa sera, vi ricordiamo l’appuntamento con il nostro podcast di approfondimento politico Aut Of Barna, in diretta web a partire dalle 21h.

Mercoledì 27 settembre – 4 giorni al referendum

——————————————————————————————————

14.30 h.
Secondo TV3, la procura ordinerà ai Mosso d’Esquadra di prender eil controllo di tutti i collegi elettorali da venerdí pomeriggio.

13.30 h.
L’assemblea di Pompieri di Barcellona ha deciso di impugnare l’ordine che gli proibisce manifestarsi vestiti da pompieri in manifestazioni a favore del referendum, o di mostrare striscioni in sostegno al plebiscito. Inoltre, prevede scrivere un manifesto del corpo “contro gli attacchi ai diritti fondamentali” che si sono prodotti la scorsa settimana. Si offrono di fare da servizio d’ordine negli atti legati al 1-Ottobre.

11.00 h.
Il Govern de la Generalitat ha cominciato a inviare chi sono le persone designate a formare parte dei seggi elettorali (presidente,scrutinatori e due suplenti). Cosí ha assicurato il portavoce del gruppo parlamentario Junt Pel Sí, Marta Rovira.In totale verranno definite 55mila persone per formare i 6mila seggi elettorali su tutto il territorio.

07.55 h.
L’Assemblea contadina convoca una veglia alle urne del referendum con i trattori durante la mattinata dell’1  ottobre. Propongono parcheggiare i trattori vicino ai seggi elettorali.

07.30 h.
Per ordine del giudice di istruzione di Parerna, al Pais Valencià, questa notte sono state chiuse 140 pagine web, legate al referendum. Tra di loro quelle della Assemblea Nacional Catalan  (ANC) e di Alerta Solidaria. Sono state bloccate tramite gli operatori telefonici spagnoli, quindi sono visibili dall’estero, e sono le compagnie telefoniche che impediscono l’accesso ai clienti.

Martedí 26 settembre – 5 giorni al referendum

—————————————————————————————————–

16.25 h.
Studenti si barricano all’edificio del Rettorato della Università di Lleida in difesa de referendum, almeno fino a giovedí.

16.21 h.
La procura di Lleida chiede informazioni a 31 comuni riguardo al loro sostegno al referendum. La Guardia Civil entra in un comune, quello d’Oliana.

13.10 h.
Quattordici persone sono citate a dichiarare per aver fatto copie delle pagine web del referendum. Tra i giovani c’è Lluís Montables, che ha creato il dominio  marianorajoy.cat

13.00 h.
La piattaforma unitaria “università per la repubblica” che ha articolato la occupazione alla università di Barcellona, ha annunciato una conferenza stampa questo mattino che continuerà con l’occupazione fino a quando sia necessario.  Hanno chiesto agli studenti di mobilitarsi, fermando le lezioni.

Lunedí 25 settembre – 6 giorni al referendum

——————————————————————————————————

 

18.00 h.
Oggi pomeriggio 200 persone hanno fatto un presidio a piazza de la repubblica a Parigi.  Ci sono anche state in altri paesi del nord: Copenhaghen, Stoccolma, Oslo, Reykjavic e Göteborg.

13.00 h.
Un presidio di piú di mille persone si e presentato alle porte del Pavellón Seculo XXI a Zaragozza, dentro del quale si svolgeva una assemblea di parlamentari e assessori comuniali di Podemos e le diverse confluenze di sinistra. Il gruppo, che sventolava bandiere spagnole ha scandito slogan dell’estrema destra, lanciando insulti di “separatisti” a molte delle persone che entravano nel recinto. Era una proposta alla proposta del leader di Podemos Pablo Iglesias di impulsare unassemblea per un referendum in Catalogna accordato con lo Stato. Persone presenti all’atto pubblico hanno denunciato che il dispositivo della polizia che controllava la protesta, era insufficiente. Ad un certo punto, la presidentessa delle Corti d’Aragó, Violeta Barba, di Podemos, è uscita per cercare di calmare gli animi alla folla che ha risposto lanciando una bottiglia d’acqua, colpendola in pieno petto.

11.00 h.
Migliaia di persone fanno un presidio nelle piazze delle località catalane, convocate per Omnium Cultura e l’Assemblea Nacional Catalana.  In tutte le piazze l’azione è consistita in un attachinaggio massivo. É comparsa anche Carme Forcadell, presidentessa del Parlamento della Catalogna, che ha affermato che “in Spagna é tornato il franchismo” e  che “hanno messo in moto l’operazione tumulto, con l’obiettivo di dimostrare che in Catalogna c’è violenza, ma non ce la faranno”. Le strade nei dintorni di plaça Universitat sono rimasti totalment coperti dai catelli.  Nella sede occupata dell’università circa 300 persone hanno passato la notte.

Domenica 24 settembre 2017 – 7 giorni al referendum

 ————————————————————————————————————-

15.15 h.
Il Consigliere degli Interni catalano, Joaquim Forn, ha comunicato in una conferenza stampa che non accetta la nuova coordinazione dei corpi di sicurezza determinata dal Fiscal Superior di Catalogna, perchè la considera una vulnerazione delle competenze della Generalitat. Il Maggiore dei Mossos, Josep Lluís Trapero, ha affermato che non accettarà suo superiore designato.

 

12.30 h.
Circa mille trattori, convocati da organizzazioni agricole, hanno fatto una marcia da Lleida a Vic. I sindicati dei coltivatori diretti hanno denunciato “la intervenzione de facto de la Generalitat de Catalunya” e che “l’attacco al libero funzionamento delle istituzioni catalana è un attentato alla democrazia”.

12.00 h.
Il Fiscale Superior di Catalunya si riunisce alla sede della Fiscalia Superior (la procura nsuperiore della catalogna) con i massimi dirigenti del Corpo Nazionale di Polizia, Guardia Civil, Mossos d’Esqudara e Guardia Urbana per proporre che i Mossos si mettano a disposizione degli ordini del Ministro dell’Interno. La intenzione è garantire la sicurezza e impedire la celebrazione del referendum. Chi comanderebbe i Mossos d’squadra sarebbe il Tenente Colonello Diego Perez de lo Cobos, capo del gabinetto di coordinazione e sicurezza de’estato. É stato imputato peril caso Urra, nel quale tre agenti della Guardia Civil vennero condannati per torture.

12.00 h.
Centinaia di persone protestano a Palma contro la visita di Mariano Rajoy, per il comportamento dello stato spagnolo davanti al referendum.

Sabato 23 settembre 2017 – 8 giorni al referendum

 ————————————————————————————————————-

22.00 h.
Terza notte di Cassolades massive in molti punti della Catalogna.

21.06 h.
Il presidio fascista si è spostato fino a Travessera de Gracia, dove c’è una caserma della Guardia Civil. Gruppi di manifestanti hanno nuovamente minacciato giornalisti e abitanti. Ad un certo punto si è sentita la canzone Que viva España mentre sventolavano bandiere spagnole.

19.34 h.
Comincia l’atto centrale della campagna per il referendum della Esquerra Indpendentista, a Sabadell. Convocato per Arran, Cos, Cup, Endavant, SEPC e Alerta Solidaria, vede la presenza di circa 700 persone.

 19.00 h.
Circa 400 persone convocate da organizzazioni di estrema destra come Democracia Nacional, Somatems, España me atrevo, Generacion identitaria, la Falange e la Hermandad de Antiguos Legionarios de Barcelona fanno un presidio davanti alla sede della Assemblea Nacional Catalana. Scandiscono slogan come “unità indivisibile” e “arriba España siempre”. Il fotogiornalista Jordi Borràs é quasi stato aggredito da un manifestante con un casco da moto.
La sede era stata svuotata in mattinata per paura di una possibile perquisizione illegale. Circa 150 persone hanno cercato di fare una breve contromanifestazione ma poi si sono allontanate.
Il gruppo di fascisti ha iniziato una manifestazione fino alla caserma della Guardia Civil a Travessera de Gràcia. Nel tragitto ha minacciato e aggredito alcuni giornalisti e hanno minacciato gli abitanti del quartiere. Un giovane è stato colpito con un pugno da un integrante della concentrazione d’estrema destra.
Arrivati alla caserma, sono stati applauditi da alcuni membri della Guardia Civil.

18.30 h.
Il giudice Ismael Moreno, della Audiencia Nacional, ha accettato la denuncia della Fiscalia dello stato contro le manifestazioni dei giorni 20 e 21 di settembre. Moreno era lo stesso che aveva istruito il caso contro Joan Coma Roure per la frase “bisogna rompere delle uova per fare una frittata”. Sempre moreno era stato ispettore del corpo di polizia durante l’epoca franchista dal 1974 fino al 1981.

16.30 h.
Piú di mille persone fanno un presidio fuori dall’edificio storico dell’Università di Barcellona, dove c’è un palco e molti fanno comizi politici in difesa del referendum. Chi passa con la macchina suona il claxon in solidarietà agli studenti.

15.45 h.
La fiscalia Generale dello Stato Spagnolo ha presentato una denuncia per Seedizione all’audienza nazionale contro chi ha partecipato ai presidi spontanei del passato 20 di settembre, a seguito degli arresti ai funzionari della Generalitat. Vengono accusate tutte le persone che hanno partecipato, ma soprattutto segnalano i presidenti de l’Assemblea Nacional Catalana e l’Òmnium Cultural, Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, i quali, secondo la denuncia “salendo su una macchina hanno chiamato a una mobilizzazione permanente”.

13.30 h.
A seguito della dichiarazione celebrata al tribunale di guardia di Barcellona, il pubblico ministero non chiede l’entrata in prigione per i funzionari della Generalitat arrestati dalla Guardia Civil. I sei, che hanno dichiarato oggi, sono in libertà con carichi di malversazione di fondi pubbblici, disobbedienza e prevaricazione.

13.10 h.
Migliaia di studianti occupano il rettorato della Universitat de Barcelona, gridando “Voteremo Voteremo”. Si tratta di una occupazione permanente in difesa del referendum. Il Sindicat d’Estudiants dels Països Catalans (SEPC) chiama a “svuotare le aule per uscire per le strade in caso di mobilizzazione programmata” e ricorda che il movimento studentesco è sempre stato all’altezza in tutti i momenti politici importanti.

12.53 h.
Circa 3000 persone manifestano dal rettorato della Universitat di Girona, fino alla cattedrale, fino alla sottodelegazione del governo Spagnolo.

11.10 h.
Il governo regionale della Sardegna offre la sua disponibilità per stampare e immagazzinare le schede elettorali necessarie al referendum in Catalgona.

10.42 h.
La Guardia Civil ha controllato l’impresa Innova Pacs D’igualada senza ordine del giudice. La perquisizione è iniziata alle 8 e si è conclusa dopo le 10. I lavoratori hanno dichiarato che probablimente la perquisizione è stata la conseguenza di uno scherzo su un gruppo di Whatsapp tra i lavoratori dell’azienda. Infatti, nelle battute tra colleghi, parlavano di fare urne per il referendum. Ma non hanno le macchine né i materiali.

10.00 h.
Centinaia di persone fanno un presidio davanti alla Ciutat de la Justicia de l’Hospitalet, dove le 6 persone arrestate mercoledí vengono portate a disposizione giudiziale. I manifestanti cantano cori di “votaremo” e “le strade saranno sempre nostre”.

08.00 h. Alcuni scaricatori di porto hanno fatto suonare le sirene dei vascelli per tutta la notte per protestare contro la presenza delle due navi da crociera in cui risiedono Policia Nacional e Guardia Civil.

Venerdí 22 settembre 2017 – 9 giorni al referendum

 ————————————————————————————————————-

20.20 h.
Circa 300 persone fanno un presidio spontaneo davanti alla Caserma della Guardia civil di Travessera de Gràcia, a Barcellona. Dove ci sono 7 persone arrestate con carichi dell’amministrazione catalana. Le manifestanti cantano  “Els Segadors”.

20.00 h.
Professionisti della comunicazione e del giornalismo fanno un presidio davanti al Collegio di Periodisti di Catalogna, per leggere un manifesto per la libertà di stampa e per tutte le libertà. Denunciano le pressioni ricevute nei giornali catalani per parte dello Stato Spagnolo: “dinamiche repressive per il referendum del 1 ottobre”. Esigono “la immediata conclusione di questi comportamenti che minacciano il lavoro di giornalisti, impoveriscono la qualità dei mass media, riducono le libertà e minacciano i principi democratici essenziali”.

18.45 h.
Continua il presidio multitudinario (di diverse migliaia di persone) davanti al tribunale superiore della Giustizia della Catalogna, iniziato alle 12 del mattino. ANC e Omnium annunciano che il presidio sarà permanente fino alla messa in libertà delle ultime 7 persone arrestate durante la operazione della Guardia Civil. Secondo i pronostici queste persone non dichiareranno fino la giorno dopo, quindi, molti passeranno la notte davanti al tribunale. Tutti hanno presentato un ricorso di “habeas corpus” che è stato negato.

18.00 h.
Il presidente de la Generalitat, Carles Puigdemont, diffonde tramite Twitter un link a una web officiali dove gli utenti potranno trovare dove è il seggio per poter votare.

15.30 h.
Tre organizzazioni sindacali – Confederazione generale dei lavoratori, CGT, Coordinadora Operaia Sindacale (COS) e la Intersindacale alternativa della Catalogna (IAC) hanno presentato un preavviso di sciopero generale, che verrebbe convocato il 3 di ottobre, la data piú vicina possibile secondo i regolamenti. Il motivo è tanto criticar la riduzione dei diritti dei lavoratori come la vulnerazione dei diritti fondamentali in Catalogna.

15.00 h.
Il Tribunale Costituzionale impone multe coercitive di 12mila euro ai 6 membri della sindicatura Elettorale nominati dal parlamento per organizzare il referendum. Con la stessa quantità sono stati multati il Segretario Generale alla Vicepresidenza, e la direttrice dell’area di processi elettorali. Le persone sanzionate hanno 24ore per poter pagare o rinunciare al carico politico. É il primo caso che il Tribunale Costituzionale fa uso di questa facoltà sanzionatoria.

14.15 h.
Centinaia di persone si presentano alla Plaça civila dellaUniversitat Autónoma de Barcelona in un atto centrale della campagna Università per la Repubblica. Parteciperanno Junts pel Si la Cup e Podem Catalunya.

13.30 h.
Piú di 5 mila persone assistono al presidio davanti al Tribunale Superiore della Giustizia della Catalogna (TSJC) per esigere la libertà delle arrestate il giorno precedente. Nonostante tutto l’ambiente è ottimista  dopo le mobilizzazioni passate.

13.05 h.
Circa 200 persone convocate per Somatemps e altri gruppi spagnolisti come Generazione Identitaria fanno un presidio davanti alla caserma della Guardia Civil a Travessera de Gràcia, a Barcellona. Si sono posizionati dietro il cordone della polizia mentre omaggiavano tutti i corpi di sicurezza. Scandivano slogan come “España unida jamás será vencida” o “I-inte-inteligencia“. Il presidio si è concluso dopo aver convocato i partecipanti a un escrache venerdí davanti alla sede della Assemblea Nacional Catalana, a Barcellona.

12.05 h. Le università e i movimenti studenteschi protagonizzano la giornada. Mobilizzazioni al campus Diagonal, a Geografia e Storia alla Universitat de Barcelona, alla università Rovira e Virgili di Tarragona, all’Università di Lleida e all’universitat di Girona. Gli studenti di barcellona vanno in manifestazione fino al centro della città

03:33 h.
Le Guardi Civli escono dal dipartimento di Economia. La gente grida “questa notte andate senza macchina”.

01:50h.
I Mossos avanzano però la gente i siede a terra. I mossos caricano.

01:05h.
I Mossos fanno un cordone di sicurezza per far uscire le 20 guardie civili dal dipartimento di economia.

Giovedí 21 settembre 2017 – 10 giorni al referendum

————————————————————————————————————-

22.00 h.
Casolades massive da molti balconi in molti quartieri e in molte località catalane.

21.40 h.
Un grupo di trattori che andava verso Barcellona in sostegno al referendum é stato bloccato dalla Guardia Urbana e Mossos mentre entravano in città. In serata arrivano a Barcellona..

21.12 h.
Il presidente del Governo spagnolo, Mariano Rajoy, compare in una conferenza stampa alla Moncloa e annuncia “il referendum non si puó piú fare” e ordina ai dirigenti catalani che lascino la intenzione di mettere le urne “se vogliono evitare conseguenze”

20.46h La CUP desconvoca il presidio di sostegno davanti alla sede. I militanti cantano  els Segadors e gridano “Viva la terra Libera”

20.30 h.
I presidenti dell’ANC e Omnium Cultura, jordi Sanchez e Jordi Cuixart, intervengono dal tetto di un furgoncino della Guardia Civil, parcheggiata di fronte al dipartimento di Economia, e chiamano alla “mobilizzazione permanente” per il referendum e contro la repressione. Desconvocano e invitano tutti alle 12 davanti al Tribunale superiore per richiedere la libertà degli arrestati.

20.23 h.
Molti presidi contro il comportamento dello Stato Spagnolo in tutto il territorio dei Paesi Catalani. Reus, Sabadell, Granollers, Berga, Tortosa, Girona, Badalona, Lleida,Terrassa, Tarragona… Anche ad Andorra è stata organizzato una manifestazione. A Manresa, i manifestanti hanno messo una estelada alla facciata della caserma della Guardia Civil.

20.10 h.
Manifestazione al centro di Vic, che fa collassare il centro con 2000 persone. Già in giornata c’era stata una manifestazione che si era conclusa davanti alla caserma della Guardia Civil.

20.05 h.
Le camionette della Policia Nacional abbandonano i dintorni della sede della CUP Nazionale, dopo piú di 6 ore di attesa. Il presidio si mantiene, nell’attesa di vedere se la polizia tornerà o no, anche se alcune vanno verso il centro.

20.00 h.
Davanti alla conselleria d’Economia è stato montato un palco e diversi gruppi musicali salgono a suonare. Aumenta l’affluenza della gente che supera già le 50mila persone, e arriva fino all’inizio di Plaça Catalunya, due strade sotto.

19.50 h.
Un gruppo di mediazione tra i Mossos e la Policia Nacional sta negoziando in questi momenti. La negoziazione resta bloccata perchè la polizia nazional no vuole spiegare per quale motivo continua la presenza, nonostante la mancanza di un ordine del giudice. I poliziotti in assetto antisommossa sfoggiano i fucili con proiettili di gomma, in teoria proibiti al corpo dei Mossos d’Esquadra.

19.50 h.
Presidi in sostegno al referendum catalano in molte capitali andaluse, galleghe, Oviedo, Santander e altre località aragonese. Presenti pure concentrazioni nei paesi baschi.

19.45 h.
Comincia a plaza del Sol a Madrid un presidio in sostegno al referendum, tra slogan di “viva la repubblica catalana” e”democrazia e libertà”. La polizia identifica alcune manifestanti e la delegazione del governo ha minacciato con multe di 600 gli organizzatori per non aver comunicato il presidio. Pure un gruppo di estrema destra si presenta in piazza a manifestare.

18:40 h.
Gli abitanti di Reus avvertono della presenza di nuovi furgoncini della Policia Nacional.

18.10 h.
La sezione del sindacato dei portuari della CNT al porto di Barcellona assicura che un secondo vascello sta per arrivare per accogliere i polizioni e la guardia civil in questi giorni fino al referendum.

18.10 h.

Le due furgonette della Guàrdia Civil che rimanevano davanti alla sede degli Esteri in Via Laietana hanno abbandonato il luogo. Precedentemente le unità dei Mossos hanno sgomberato centinaia di persone che resistevano pacificamente sedute all’entrata. Durante lo sgombero si sono vissuti momenti di grande tensione. Attualmente già non resta alcun effettivo della Guàrdia Civil nello stabile.

18.00 h.
Vengono distribuiti fogli che invitano a mantenere la calma davnati alla sede della CUP. Podem Catalunya offre la sua sede, poco lontano, per le persone nel presidio del partito anticapitalista.

17.55 h.
L’Istituto di Avvocati di Barcellona condanna la “Vulnerazione al diritto alla difesa” che rappresentano le entrate e le perquisizioni per parte della guardia civile agli avvocati.

17.50 h.
Uno striscione immenso di “Welcome to the catalan republic” viene appeso dal Dipartimento di Economia. Il vicepresidente Oriol Junqueras ha arringato le folle dicendo “solo il popolo salva il popolo” (citazione di una canzone dei KOP)

 

17.30 h.
Continuano i presidi di massa davanti alla sede della CUP, in via Caps, e al dipartimento di Economia. Si parla di decine di migliaia di persone.

13.30 h.
Agenti del Cuerpo Nacional de Policia, celerini e in borghese ma con il passamontagna in testa, hanno circodando la sede della Candidatura di unità popolare (CUP) in via Casp 180 a Barcellona. Pochi minuti dopo l’avviso, è arrivato in sostegno molta gente che assieme ai militanti che rano dentro il locale hanno impedito l’entrata agli agenti, che non avevano nessun ordine del perquisizione. Attualmente si sono posizionati agli estremi della via formando due cordoni di polizia in assetto antisommossa.

08.00 h.
Circa 15 agenti della Guardia Civile sono entrati nel Dipartimenti della  Vicepresidenza e di Economia e Fisco, situati all’incrocio  tra la Rambla Catalunya e la Gran Via de les Corti Catalani. Lo ha spiegato il Vicepresidente della Generalitat Oriol Junqueras a El Matí de Catalunya Radio.  Il Governo ha confirmato l’arresto del Segretario Generale della Vicepresidenza e d’Economia e Fisco e il Presidente del Conisglio nazionale di Esquerra Republicana di Catalunya (ERC), Josep Maria Jové. Con lui altre 12 persone.

 Mercoledi 20 settembre 2017 – 11 giorni al referendum