Mentre scriviamo queste righe, gli elicotteri della Guardia Civil sorvolano la città di Barcellona. È in corso una maxi-operazione da parte dello Stato Spagnolo che ha deciso di rispondere con la repressione militare all’iniziativa del Referendum per l’Autodeterminazione, indetto dal Governo della Generalitat de Catalunya ed approvato dal Parlament, nel pieno rispetto dei principi democratici, ed in rappresentanza del volere della maggioranza de* catalan*. Al momento, si contano 12 arrestat* tra le più alte cariche del Governo Catalano, ma l’operazione potrebbe estendersi ad altri arresti nelle prossime ore. Il culmine di settimane in cui il clima di minacce e repressione è stato fomentato da un governo Spagnolo che sa bene di aver perso il controllo della situazione. Un attacco alle istituzioni democratiche catalane che non trova giustificazione neanche nella legalità spagnola. Un atto fascista, un colpo di stato.

La lotta del Popolo Catalano ha radici lontane. Dalla caduta di Barcellona per mano delle truppe di Felipe V nel 1714, i Paesi Catalani si sono trovati a dover difendere la propria storia e cultura all’interno dello stato spagnolo, difesa che si fece resistenza antifascista quando il colpo di stato franchista distrusse la Repubblica Catalana a colpi di persecuzioni, omicidi e tentativi di normalizzazione culturale. Dalla transizione del 1978, i movimenti popolari hanno avuto la possibilità di ripristinare una coscienza catalanista ed antifascista, ricavando spazi di autonomia e ricostruendo meccanismi di solidarietà e complicità tra le persone. Negli ultimi dieci anni, l’ottuso diniego da parte dello Stato di riconoscere l’identità catalana e di concedere una devoluzione di poteri, ha innescato una crescita esponenziale del movimento indipendentista, che ha ottenuto la maggioranza al Parlament de Catalunya con le elezioni del 27 settembre 2015. Il governo risultante, appoggiato da una coalizione trasversale tra forze neoliberali, socialdemocratiche ed anticapitaliste, ha lavorato per preparare le istituzioni catalane alla formazione di uno stato indipendente, ed all’implementazione di un referendum democratico per l’autodeterminazione della Catalogna, in cui si chiederà esplicitamente a* cittadin* catalan* se “vogliano che la Catalogna diventi uno stato indipendente in forma di repubblica”.

Lo scorso 6 settembre, la maggioranza del Parlament ha indetto il Referendum per l’Autodeterminazione, fissando la data per la sua celebrazione al prossimo 1 ottobre. La risposta di Madrid è stata la minaccia della repressione poliziesca e giudiziaria, e questa repressione si è materializzata in tutta la sua violenza questa mattina. In questo momento, la polizia spagnola sta entrando nelle sedi istituzionali della Generalitat e dei partiti politici catalani, scatenando la risposta di migliaia di persone che si sono riversate nelle strade e nelle piazze di Barcellona. Una vile aggressione fascista, una violazione dei diritti civili che non possiamo restare a guardare.

Come collettivo di informazione indipendente in lingua italiana di Barcellona, chiamiamo le associazioni italiane ed i singoli cittadini ad esprimersi e mobilitarsi in difesa del diritto a decidere del Popolo Catalano, contro la repressione del governo fascista di Mariano Rajoy e per la liberazione dei prigionieri politici. La lotta per la libertà dei Països Catalans, coincide oggi con la lotta alla deriva autoritaria e fascista dei governi dell’Unione Europea, ed è sinergica alle lotte antirazziste negli Stati Uniti, all’autodeterminazione dei popoli dell’America Latina ed alla resistenza in Palestina e nel Rojava. Oggi, tutte e tutti siamo chiamate e chiamati a scegliere tra un silenzio complice ed una presa di posizione, netta e chiara a favore del diritto de* catalan* ad autodeterminarsi. Oggi – più che mai – siamo tutt* catalan*.

Collettivo Barnaut

Per info e adesioni: info@barnaut.org

Le adesioni verranno progressivamente aggiunte qui sotto una volta confermate e verificate.

 

Adesioni

Radio Onda d’Urto (Brescia), Collettivo Promakos – Autorganizzat* Prenestino (Roma), Prometeo Blog (Roma), Collettivo Autorganizzato di Scienze Politiche (La Sapienza, Roma), Marco Santopadre (Giornalista, Roma), Gabriele Sisti, Ex-OPG occupato “je so’ pazzo” (Napoli), Rete della Conoscenza (Nazionale), Giusy Lepore (Barcelona), SpaghettiBCN.com (Barcelona), CE Europa Fanatics (Barcelona), Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana (Nazionale), Zona Autonoma Milano – ZAM (Milano).