L’audienza nacional detta l’arresto senza cauzione per i presidenti della ANC e Omnium

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Jordi Cuixart e Jordi Sànchez ieri prima di dichiarare all'audiencia Nacional, a Madrid. (JUAN CARLOS HIDALGO / EFE)

La svolta repressiva dello stato spagnolo conclude una giornata in cui si cercava di trovare alternative di dialogo con lo stato.

In prigione. Jordi Sanchez e Jordi Cuixart hanno passato la notte privati della libertà. Lo Stato ha colpito i volti della società civile indipendentista, a causa del presidio del 20 settembre davanti alla Conselleria d’Economia. Coincidendo con un nuovo appello al dialogo fatto per il presidente della Generalitat al Governo Spagnolo, i presidenti della ANC e d’Òmnium Cultural hanno concluso una giornata lunghissima all’Audiencia Nacional nel peggior modo possibile: dietro le sbarre e tradotti a Soto del Real. I maggiore dei Mossos d’Esquadra, la polizia autonomica Catalana, Josep Lluís Trapero, e la sua sottoposta, sono invece stati rilasciati in libertà provvisionale.
Nello stesso giorno il presidente della Generalità manteneva valida l’opzione del dialogo come risposta alle richieste fatte dalla Moncloa, i quali, al contrario, continuano ad avanzare verso l’applicazione dell’articolo 155 e si prendeva la decisione giudiziale che ieri alla notte riaccedeva la mobilizzazione catalana in difesa di quelli che per Puigdemont erano considerati “Prigionieri politici”. La pressione sul pesidente per dichiarare unilateralmente la independenza crescerà nei prossimi giorni. “Questa decisione avrà ripercussioni importanti” affermava il vicepresidente dell’ANC Agustí Alcoberro. Nelle dichiarazioni ai giornali, davanti alla sede del tribunale, Alcoberro e il segretario di Omnium, Jordi Bosch, hanno chiesto alla cittadinanza di mobilitarsi in maniera pacifica. Infatti già si sentivano, poco dopo, le prime casolades.
La giornata si è conclusa, quindi, esattamente come si prevedeva giovedí scorso dal governo spagnolo. Fonti della Moncloa già affermavano che c’era l’intenzione del giudice di arrestare i leader delle organizzazioni indipendentiste e di lasciar libero i quadri della polizia. Un segnale che l’esecutivo di Rajoy già disponeva di informazione accurata riguardo alle scelte del giudice era la riunione “atipica” che è stata celebrata dal ministro della Giustizia, Rafael Català, con il fiscale generale dello stato, José Manuel Maza,  un giorno prima del 12 ottobre all’ufficio del capo del pubblico ministero.  Un fatto che si aggiunge ai molteplici dubbi sulla neutralità della giustizia nella lotta contro il procés indipendentista.

Un nuovo passo nel conflitto, che già si vedeva

Per questa ragione, anche se non era il miglior scenario, le entità già avevano previsto questa opzione, fino al punto che quando si è saputa la notizia, per social networks sono state emessi dei video diretti alla cittadinanza. “Si ricevete questo messaggio è perchè le strutture dello stato hanno deciso limitare la mia libertà”, affermava Cuixart nel suo filmato. Nel mentre, in un altro Video Sanchez chiedeva alla cittadinanza di “mantenere la mobilizzazione permanente” sempre con “unità, decoro e fiducia” nel paese.
Alla fine la magistrata Carmen Lamela ha decretato prigione incodizionale per entrabi, nel vedere indizi di reiterazione del presunto delitto di sedizione, rischio di fuga e di distruzione di prove. Riguardo quest’ultima questione, la sua interlocutoria, afferma che già siano ne siano state eliminate. Nella sentenza, la magistrata situa Sànces e Cuixart come principali istigatori della mobilizzazione davanti alla sede d’Economia, che, a suo parare, ha reso difficile che la Guardia Civil potesse uscire dall’edificio.  Inoltre, li si accusa di utilizare i social Networks per convocare a una mobilizzazione “contro degli ordini giudiziali”. Nel suo scritto, Lamela, fa riferimento a un messaggio diffuso da Omium nel quale si chiede alla cittadinanza di “fermare la Guardia Civil”. L’avvocato dell’ANC, Jordi Pina, ha denunciato la “narrazione parziale” che fa tanto il giudice come il corpo polizziale.

Anche se il fiscale ha chiesto la prigione incodizionale per Josep Lluís Trapero, la giudice ha deciso di lasciaro il libertà provvisionale. Lo stesso destino che la sua subordinata, Teresa Laplana, per il quale il fiscale richiedeva una cauzione di 40mila euro. Entrambi dovranno presentarsi ogni 15 giorni al tribunale, non possono uscire dal territorio spagnolo e gli sono stati confiscati i passaporti.

Senza Analizzare l’1 d’octubre

Lameva ha preso le sue decisioni basandosi solo nei fatti del 20 settembre. Rifiutava cosí di considerare il materiale documentale e audiovisuale della giornata del referendum che la Guardia Civil aveva incluso nei suo secondo attestato. Al contrario, ha avvisato che secondo come avanzi l’investigazione, e se si decide includere la giornata del referendum nella causa, puó cambiare di opinione e trovare nuovi argomenti per accreditare la passività dei Mossos all’ora di configurare il dispositivo che facilitasse il lavoro dei corpi di sicurezza dello stato.