[DIRETTA 1 OTTOBRE] La Catalogna vota per l’indipendenza con più di due milioni di voti.

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Una giornata di grande mobilitazione e resistenza. I seggi elettorali attaccati dalla polizia spagnola, la resistenza moltitudinaria delle persone scese in strada a votare. In massa. Alla fine il referendum si fa, votano più di due milioni di persone, ed il Si vince con il 90% dei consensi. Il governo pronto alla dichiarazione unilaterale di indipendenza. Questo è il nostro racconto dei fatti della giorno in cui è nata la Repubblica Catalana.

Diretta (aggiornare la pagina per nuove notizie)

 

Risultati definitivi: Affluenza al 42,4%. Vince il con più del 90%. La Catalogna vota per la sua indipendenza.

Video dell’annuncio a Pl. Catalunya (VilaWeb)

23.43 – Gli osservatori internazionali si esprimono positivamente. Ammirazione per il lavoro scrupoloso fatto ai collegi elettorali nonostante le difficoltà, in un processo referendario ben preparato ed in accordo alla legislazione spagnola. Un successo, per gli osservatori internazionali, che definiscono l’azione del governo spagnolo come brutale, in piena violazione di diritti umani e civili.

23.24 – Sale ad 844 il conto de* ferit*, secondo le autorità sanitarie catalane.

23.10 – Il presidente della generalitat Carles Puigdemont rinnova l’impegno a dichiarare l’indipendenza. Il presidente della Generalitat de Catalunya Carles Puigdemont ha ribadito che il percorso dei prossimi giorni sarà quello tracciato dalla legge del referendum e dalla legge di transizione. Il risultato sarà presentato al Parlament. In caso di vittoria del , si procederà con la Dichiarazione Unilaterale di Indipendenza (DUI) entro 48 ore dalla chiusura dei seggi.

23.02 – Ci sono ferit* in stato critico.

20.56 – Rajoy dice che il referendum non c’è stato, Sanchez si concede qualche distinguo. Arrivano le prime reazioni dalle alte cariche politiche dello stato spagnolo. In un discorso surreale, il premier Rajoy difende l’operato della polizia spagnola e rivendica il “successo” di aver impedito il referendum, nonostante il numero di seggi chiusi sia stato minore al 25% dei seggi totali, e la partecipazione sia risultata massiva. Il leader del PSOE, Pedro Sanchez, prende le distanze dalla repressione e dall’operato della polizia, ma resta fermo nell’attribuire ai “separatisti” la colpa di quella che – almeno – riconosce essere una crisi territoriale che potrebbe “minacciare l’integrità dello stato spagnolo”. È la prima volta che un politico di Madrid riconosce la possibilità di una Catalogna indipendente. Nel frattempo, si continuano a contare i voti.

20.30 – Seggi chiusi: la Catalogna ha votato, la Catalogna ha vinto. Sono stati 92 i seggi chiusi dalla polizia spagnola, a fronte di 319 seggi attaccati. In 3 sono finiti in carcere, 128 in ospedale su 761 feriti in tutta la Catalogna. Ma il referendum è stato celebrato. Aspettiamo l’arrivo dei risultati, ma una cosa è già certa. L’atto di disobbedienza civile, la sfida alla repressione di Madrid è stata vinta. La Catalogna ha lottato per, difeso e guadagnato la propria autodeterminazione.

18.24 Qualche dato sulla partecipazione al voto. Nonostante sia molto difficile reperire informazioni esatte sull’affluenza alle urne, qualche primo dato viene condiviso dall’account twitter della CUP, la formazione politica della sinistra indipendentista. Attorno al 50% alle ore 13:00, ma sono disponibili solo dati di piccoli centri in provincia (Berga, Mollerussa, Cervera, Llinars, Pobla de Segur e Sant Celoni.

18.20 Sale a più di 400 il numero di persone ferite. L’agenzia indipendente UO’, allestita per raccontare la giornata di oggi, riporta che il numero di feriti per mano della polizia spagnola sia arrivato a 465 in tutta la Catalogna (link alla fonte).

18.10 Si gioca a porte chiuse la partita Barcelona – Las Palmas

18.00 Organizzazioni spagnoliste e neofranchiste sfilano per via Laietana

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16.00 Immagini da Valencia: manifestazione in supporto del referendum catalano.


15.45 – Liga, partita FC Barcelona – Las Palmas. Il match di liga FC Barcelona – Las Palmas di stasera ha assunto più di un significato. Il Club di Gran Canaria ha annunciato che giocherà con la bandiera spagnola sulla maglia, a rimarcare il proprio attaccamento all’unità spagola e contrarietà al referendum. Il problema è che mancherebbe la tranquillità ed il numero di forze dell’ordine necessarie a far giocare con regolarità e serenità un match di Liga. La squadra di casa, il Barcellona, ha proposto che si giohi a porte chiuse.

12.01 – Ada Colau: Mariano Rajoy è un codardo che non è all’altezza del suo compito, si dimetta. La sindaca di Barcellona è in coda per votare con altre decine di persone in un seggio dell’Eixample, circondata da stampa nazionale, spagnola ed internazionale. La sindaca ha chiesto che finiscano le operazioni di polizia, e che il premier Mariano Rajoy – codardo e non all’altezza del suo compito – presenti al più presto le dimissioni.

11:48 – La CUP denuncia la presenza di provocatori infiltrati.

11:32 – Pesanti cariche a Tortosa, 40 feriti. La televisione pubblica catalana riporta di pesanti cariche a Tortosa da parte della Policia Nacional. Il sequestro delle urne e delle schede elettorali è costato 40 feriti, tutti lievi, ma molti dei quali non proprio giovanissimi.

10.56 – Immagini confermano il ferito da proiettili di gomma, ma la notizia è da verificare [VERIFICATA].

10.24 – Iniziano le cariche della polizia spagnola. A meno di un’ora dall’inizio delle votazioni, la polizia spagnola (Policia Nacional e Guardia Civil) ha iniziato a sgomberare i seggi. Si riportano scontri in tutta Barcellona; Horta, Fort Pienc, Eixample e Barceloneta. Il metodo di attuazione della PN è quello di presentarsi al seggio in assetto antisommossa, entrare con la forza, ritirare urne e schede elettorali ed andar via. I Mossos d’Esquadra restano neutrali, ma ci sono casi in cui tentano di frapporsi.

A Fort Pienc (zona Carrer de la Marina, sotto la Sagrada Familia) sono stati impiegati proiettili di gomma. Le prime notizie parlano di un ferito.

08.39 – Prima reazione del governo spagnolo. Da Madrid fanno sapere che il referendum è stato “smontato”. Attendiamo la nota in cui si spiega che le centinaia di persone di fronte al seggio sono ologrammi manovrati da Artur Mas con un joystic.

08.36 – Arrivate le urne in quasi tutti i seggi, si stanno costituendo le commissioni elettorali. Si voterà dalle ore 9.

08.11 – Il sistema di censo universale. La generalitat annuncia di aver implementato un sistema di voto a “censo universale”. Un sistema informatico centralizzato registrerà il voto, consentendo alle persone di votare in qualsiasi seggio, impedendo che si possa votare due volte.

08.02 – Prime notizie sull’arrivo dei Mossos. A Casinet d’Hostafrancs, nel quartiere Sants di Barcellona, una coppia di Mossos si è presentata al seggio. Secondo quanto riporta il giornale Ara, gli agenti si sarebbero limitati a comunicare ai presenti che avrebbero controllato il seggio alle ore 12:00, per poi mettersi di guardia sulla strada tra gli applausi generali.

07.56 – Inizia lo sbarco della polizia spagnola. Girano già alcune immagini dello sbarco degli agenti di Policia Nacional e Guardia Civil dai traghetti che li hanno ospitati in questi giorni, ormeggiati al porto di Barcellona

07.51 – Arrivano le schede e le urne, la polizia ancora no Secondo la televisione pubblica catalana TV3, le urne stanno arrivando da circa mezz’ora nei seggi presidiati dalle assemblee spontanee. Finora non si sono registrati problemi con la polizia.

La mattinata

Piove a dirotto, la luce del mattino ancora non si fa vedere, ma la notte più lunga sta per finire. Centinaia di persone hanno scelto di dormire negli edifici destinati a seggio elettorale. In questo momento, schede ed urne stanno arrivando nelle sedi, ed ogni volta la gente le accoglie con applausi. La lunga notte sta per finire. Ci sono diecimila poliziotti spagnoli là fuori pronti a lasciare i traghetti, gli elicotteri della Guardia Civil che sorvolano Barcellona. Ma la notte è quasi finita, e la paura sembra svanire con lei, scivolando via come le gocce d’acqua sugli ombrelli che aspettano di votare. Resta solo la determinazione, l’ostinato rifiuto della repressione fascista, la voglia di andare avanti. Avanti fino a quando in cui ci sarà da respingere la polizia, fino al momento in cui la matita traccerà su carta l’idea di futuro di chi la impugna, fino allo scrutinio finale. Fino alla proclamazione dei risultati. Fino a quando si renderà chiaro all’Europa ed al mondo intero che qui vive un popolo in grado di decidere per sé. Fino all’autodeterminazione, fino alla vittoria. Sempre. Sono le ore 07:50 del 1 Ottobre 2017, ed iniziamo la diretta del Referendum per l’autotereminazione. Qui Barcellona, Terra Libera.