Nasce LAICA (Libera Associazione Italo Catalana Antifascista) nuovo collettivo di italiani in Catalogna

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La scorsa settimana, abbiamo visto la nascita di un nuovo collettivo qui a Barcellona. Ma la parte interessante è che è un collettivo di italiani, cosa che non succede tutti i giorni. Noi, stando sempre dalla parte dell’autorganizzazione e dell’antifascismo, non possiamo che esserne felici.

Diamo il benvenuto al collettivo LAICA, che il 2 novembre ha comunicato a tutti la sua nascita, tramite un post sulla loro pagina facebook. Un collettivo i italiani, chiaramente posizionato per l’antifascismo, toccando anche questioni di imminente attualità.

Pubblichiamo il loro comunicato integralmente, e invitiamo tutti a seguirlo.

Nasce LAICA – Libera Associazione Italo Catalana Antifascista

Ha senso parlare di antifascismo, oggi, nel 2017, in quest’angolo dell’Europa occidentale amabile, accogliente e così tremendamente “moderno” che è Barcellona?
Meta di milioni di turisti, crocieristi, congressisti che vi accorrono a frotte a goderne il clima, la gastronomia, la “fiesta” e, più moderatamente, la variegata offerta culturale, Barcellona è una città cosmopolita, circondata da un territorio che, però, non è solo spiaggia, stazioni da sci o strade del vino. Un territorio che ha un nome: Catalogna. E una storia. E una realtà sociale, economica, politica, culturale complessa, spesso conflittuale.
In questa città, in questa terra di generazioni di migranti, noi, che a vario titolo abbiamo scelto di vivere e lavorare qui, ci siamo posti da tempo la domanda ed abbiamo risposto di sì: crediamo che non solo abbia un senso, ma che sia assolutamente necessario tirar fuori dal baule dei ricordi anchilosati del nostro antifascismo istituzionalizzato e formalistico d’italiani, lo spirito di opposizione e resistenza a qualsiasi progetto totalitario di dominio violento su di un territorio o un popolo, accanto alla promozione e difesa di nuove forme di relazioni e società possibili.
E lo crediamo, perché ci siamo resi conto, con particolare intensità negli ultimi mesi, fino a che punto erano rilevanti le anomalie che distinguono la democrazia spagnola dalle altre democrazie formali d’Europa occidentale.
Immaginiamo Mussolini che esce vittorioso dalla guerra e non impiccato a Piazzale Loreto. Immaginiamo la sua tomba che presiede il Panteon degli eroi della patria. Immaginiamo che alla sua morte, mettiamo nel 1975, i gerarchi abbiano convocato rappresentanti dei vari partiti, alcuni tirati fuori di prigione, altri richiamati dall’esilio, altri già pronti in sala d’aspetto e con loro, sotto lo sguardo vigile dei tribuni delle camicie nere, abbiano redatto una costituzione. Immaginiamo pure che abbia eliminato la monarchia sabauda e messo sul trono un borbone nominato proprio successore. Immaginiamo che i gerarchi creino un grande partito, che i torturatori e i criminali di guerra abbiano garantita l’impunità assoluta, che le grandi fortune ammassate nel corso della dittatura non facciano altro che aumentare nel corso del nuovo periodo “democratico”. Immaginiamo che il Tribunale di Ordine Pubblico cambi il nome e continui a svolgere imperterrito le sue funzioni, nello stesso posto e con lo stesso nome. Immaginiamo l’esistenza di una Fondazione Benito Mussolini finanziata dallo stato. Immaginiamo una polizia ormai costituzionale che vanta migliaia di casi di tortura. Una legge che vieta partiti (ma non quelli fascisti). Una legge che condanna autori di tweet satirici a mesi o anni di prigione. Questa sarebbe l’Italia d’oggi. E questo è l’attuale stato spagnolo.
Ecco, ora che ci siamo avvicinati a una comprensione di quello che sono il governo e le istituzioni dello stato spagnolo risulterà evidente ai più l’importanza d’impegnarsi, come migranti e nuovi cittadini, in questa realtà, in difesa di libertà individuali e collettive a fianco di una gran parte del popolo catalano che vede nella creazione di una repubblica indipendente o comunque nella separazione dalle strutture oppressive dello stato una via d’uscita dal cosiddetto regime del ’78.
E come gente impegnata in una lotta solidale cercheremo di mostrare le realtà che la stampa di regime spagnola e il giornalismo conformista internazionale vogliono ignorare. Denunceremo le manipolazioni, le falsificazioni. Raccoglieremo le manifestazioni di sostegno e solidarietà da parte di altri popoli come quello italiano, che nella propria memoria collettiva hanno ancora vivo il ricordo della barbarie nazi fascista e nel presente si scontrano di nuovo con la stessa barbarie che spinge alla porta. Cercheremo insomma di dare il nostro piccolo contributo, nei quartieri, nei posti di lavoro, nei social network, negli spazi collettivi di lotta e di cura, al movimento di resistenza popolare contro l’autoritarismo istituzionale e lo squadrismo di piazza e mediatico.
[Iniziative e sito web in cantiere. Per contatti e partecipazione scrivici alla pagina facebook ]
Qui anche il link alla pagina facebook, probabilmente ancora in costruizione.

Posted by LAICA on Thursday, November 2, 2017