I PARTITI DEL PARLAMENT – Comuns (Catalunya si que es pot / En Comú Podem)

0
69

Con l’occasione delle elezioni catalane del 21 dicembre, BarnAut vi propone una sezione di approfondimento, con dei rapidi profili, sui partiti che compongono il Parlament dissolto e che, verosimilmente, formeranno il prossimo.

In questo episodio parleremo del partito dell’area chiamata Comuns, e concretamente del partito En Comú Podem candidato alle elezioni del 21 di dicembre.

Parlare di questo partito è abbastana complesso perchè è una confluenza di confluenze con differente anime e con momenti differenti di formazione.

Storia

Catalunya en Comú-Podem (o anche chiamati i Comuns) é una coalizione di sinistra e per la sovranitá, creata per le elezioni del parlamento della Catalogna del 2017.  É formata per Catalunya en Comú, Podem, Barcelona en Comú, Iniciativa per Catalunya Vers i Esquerra Unida i Alternativa. In realtà é una area piú che una semplice coalizione, in cui partiti differenti spesso si riformulano e ricostituiscono in gruppi differenti, rendendo difficil eidentificare quali siano le reali strutture all’interno. Analizziamo le differenti componenti per spiegare anche la complicata diventa difficile identificare chiaramente come siano le strutture all’interno del partito. Analizziamo ogni partito per spiegarne storia e come sono arrivati a questo punto.

Iniciativa per Catalunya Verds

Questo è un partito che in parte venne impulsato per il PSUC (partito socialistaunificato di catalunya ) assieme a l’ENE (entesa dels nacionalistes d’esquerra) e del PCC (partit dels comunistes de Catalunya) formando Iniciativa per Catalunya, un partito sviluppatosi giusto durante il riflusso degli anni ottanta. Dopo la prima confiderazione venne ad allearsi con Els Verds (i verdi) partito ecologista con cui è andato lentamente consolidandosi.

Nei primi anni 90 ha simpatie per il Partito Democratico di Sinistra italiano e con l’ecosocialismo, fino a riformulare l’eredita comunista e la componente ecologista. Arriverà quindi a definirsi come un partito ecosocialista. Sarà negli anni 90 in cui verrà consolidato come tale, superando le differenti confluenze negli anni 2000 Joan Saura sarà il leader del partito, arrivano anche formare due governi di del Tripartit assieme il PSC e ERC. Proprio saura sarà anche il ministro di interni, responsabile della repressione al movimento studentesco contro il plan Bologna del marzo 2009. Famosi i fatti della Central de la UB, che dopo 117 giorni di occupazione del rettorato venne sgomberata il 19 marzo 2009 con forte cariche della polizia (piú di 50 feriti, oltre a fotografi identificati caricati dai Mossos anche a manifestazione finita).

Barcelona en comú

Partito di ambito municipalista di Barcellona, nato inizialmente come Guanyem Barcelona, candidato per el elezioni comunali del 2015. La portavoce principale èAda Colau, non c’è attualmente sindaca di Barcellona ed ex portavoce della PAH, la piattaforma delle vittime dell’ipoteca.  Nel manifesto fondazionale definitva che l’obiettivo era “riappropiarsi delle istituzioni per portarle als ervizio delle persone e del bene comune” impulsando una “rivoluzione democratica”.

Podemos/Podem

L’origine de di Podemos si basa essenzialmente in un manifesto pubblicato nel gennaio del 2014, in cui intellettuali, giornalisti e attivisti chiedevano come “convertire la indignazione in un cambio politico”. Tra i loro firmatari già c’era Juan Carlos Monedero e Pablo Iglesias.

Questo partito si struttura come erede del Movimento degli Indignados, e propone una lista, fortemente legata al sentimento di protesta che metteva in crisi il bipartidismo, mostrando come a sinistra si poteva generare una alternativa al PSOE capace di mettere in crisi il bipartidismo dello stato spagnolo.  Anche se inizialmente si definiva in parte assembleario legato alla decisione delle basi (i circoli di Podemos) ha poi determinato un funzionamento classico di partito con una direzione centrale a Madrid che determina le linee politiche e programmatiche mediante congressi (come a Vistalegre in cui si sono determinati i membri della Segreteria Generale Nazionale)

Catalunya en Comú

Formazione politica d’ambito catalano. Viene presentata come un Pais en Comú resentata il 19 dicembre 2016 a Barcellona, fatto da un gruppo impulsore di ICV, EUiA, Podem. L’idea era unire buona parte della sinistra in catalogna.  Presente già Xavier Domenech, assieme a membri di ICV e Podem. Anche se Podem se ne allontana al marzo 2017 e poco dopo prende il nome di Catalunya en Comú. Essenzialmetne è la riformulazione di una prima lista Catalunya Si Que es Pot, confluenza tra ICV e Barcelona en Comú.

Catalunya en Comú Podem

Ma come si arriva a Catalunya en Comú Podem? Perchè la direzione centrale di Podemos, a Madrid,  convocó una consulta interna alle basi il novembre del 2017 chiedendo se si era a favore di candidarsi assieme al Catalunya en Comú. Concretamente la domanda diceva “Sei a favore del fatto che Podemos si presenti alle elezioni del 21 dicembre in Catalogna in coalizione con Catalunya en Comú e le forze politiche alleate che non accettano la dichiarazione d’indipendenza né l’appicazione dell’articolo 155, con la parola Podem nella lista della coalizione?” con una affluenza del 60% delle basi la decisione fu a favore.

Orientamento politico generale

Il partito è essenzialmente un partito di sinistra alternativa con un passato di relazioni importanti con i movimenti sociali.  Si definisce ecologista, socialista, femminista e per il diritto a decidere. Tiene molto in considerazioni le questioni di genere e le problematiche sociali, tanto come il problema della casa, degli affitti e dell’ambiente. Nelle differenti campagne elettorali svolte dai differenti partiti dell’area comuns si è sempre parlato di risolvere le problematiche soprattutto delle fasce piú disagiate, facendo in parte presa nei quartieri periferici della capitale catalana e del Cinturó Roig, la zona dell’hinterland di Barcellona.

Posizione sull’indipendenza catalana

Il partito è erede della contraddizione interna del Partito Comunista Spagonolo riguardo la posizione dell’indipendenza della catalogna. Infatti, si definisce a favore del diritto a decidere dei catalani, anche se preferisce che i  catalani “non se ne vadano“. Questa non è una posizione totalmente condivisa dentro la coalizione che vede anche persone indipendentiste, ma sicuramente è un punto di frizione interna e di complicazione per la generazione del discorso. Infatti quello che viene proposto è un referendum accordato con lo stato in cui i catalani possano decidere in maniera vincolante e si possano utilizzare tutte le armi dialettiche per convincerli a non andare via. Attualmente non esiste questa possibilità visto che a livello nazionale PP, PSOE e Ciutadanos hanno 254 seggi sui 350 del parlamento e i tre sono totalmente contrari alla possibiltà che i catalani votino. La proposta risulta quindi un tentativo per recuperare voti da parte dei partiti indipendentisti a livello nazionale e contemporaneamente un Aspettando Godot.

Questa principale contraddizione porta a due fenomeni curiosi. Il primo è la generazione di un discorso innovativo, ma poco determinato, della formazione di uno stato plurinazionale senza la indipendenza delle nazioni incluse; la seconda è la critica al referendum del 1 ottobre: infatti, é stata definita come una grande manifestazione per il diritto a decidersi e non come un referendum. Un grosso punto di conflitto interno si è verificato quando Dante Fachin, rappresentante di Podem al parlamento catalano, aveva proposto di convocare tutti i militanti a votare (e votare no): poco dopo è stato epurato dal partito per non seguire la linea.

Posizione su questioni sociali

Trovando difficile posizionarsi nella questione nazionale, il discorso fatto dai comuns è principalmente sociale. La volontà di recuperare la sovranità anche imposta dall’applicazione del 155, il sostegno ai prigionieri politici (fino ad un certo punto) e la volontà di migliorare l’economia con una chiara direzione sociale è uno degli argomenti principali utilizzati dalla coalizione.

Essenzialmente cercano di compiere riforme e agire nello spazio istituzionale, con una forte direzione sociale di sinistra oltre la questione nazionale.  Attualmente solo si è potuto vedere la loro capacità di governo nel caso di Barcellona, perchè sono sempre state all’opposizione al Parlament.