Roger Torrent nuovo presidente del Parlament.

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Roger Torrent riceve gli applausi del blocco indipendentista

Inizia la dodicesima legislatura segnata per la mancanza di parlamentari in prigione e in esilio.

Dopo l’applicazione dell’articolo 115 e le elezioni del 21 dicembre, questo mercoledí 14 gennaio è stata inaugurata la dodicesima legislatura del Parlament, con l’elezione del nuovo presidente della camera, Roger Torrent. Dopo una prima votazione in cui nessuno dei candidati ha ottenuto la maggioranza assoluta, si è svolta una seconda votazione a maggioranza semplice in cui il deputato di ERC si è imposto per 65 voti contro i 56 del rappresentate di Ciutadans, José Maria Espejo-Saavedra. I comuns, che hanno cercando si smarcarsi dai blocchi, hanno optato per un voto in bianco in tutte le votazioni. Inoltre, il rappresentante arancione ha ottenuto meno voti di quelli previsti: si deduce che uno dei deputati del gruppo costituzionalista si è svincolato all’ultimo momento, aggiungendosi al gruppo dell’astensione.

Il discorso del presidente piú giovane

Nel suo primo discorso come presidente, Roger Torrent ha affermato che è “un onore immenso” essere scelto come la seconda autorità del paese e pure una “responsabilità”. “questa istituzione rappresenta il popolo della Catalogna”, ha assicurato.”Questa legislatura ha una situazione complessa. Voglio ricordare i seggi vuoti. Tre deputati di questa camera sono in prigione preventiva” ha detto, ricordando Joaquim Forn, Oriol Junqueras e Jordi Sànchez. Ha denunciato, oltretutto, che la prigione preventiva è ingiusta e non permette di esercitare nella sua completezza i loro diritti politici e di quelli che rappresentano. Inoltre ha ricordato al presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, e i consiglieri Clara Ponsatí, Lluís Puig, Meritxell Serret e Toni Comín. “Devo difendere il diritto di espremersi a tutti, di quelli che oggi son qui e di quelli che non ci possono essere”, ha affermato.

Di fronte al contesto attuale, Torrent ha richiesto alla conclusione del commissariamento sull’autogoverno catalano. “lavorerò in maniera instancabile perchè in questa legislatura la politica torni a situarci al centro di tutto. Uniamoci per recuperare le istituzioni e metterle nelle mani della cittadinanza” ha affermato.

“Intesa e dialogo” al centro del mandato

Cosciente del fatto che il suo primo compito sarà recuperare la concordia con i gruppi dell’opposizione in questa legislatura, ha inviato un messaggio ai deputati che non l’hanno votato. “Cercheró di guadagnarmi la vostra fiducia durante il mio mandato. Ho l’obbligazione di lavorare per tutti i deputati della camera” ha detto.

Gli altri membri della presidenza sono stati sempre votati a maggioranza semplice: Josep Costa (JxCat) come primo vicepresidente (65 voti) e José María Espejo-Saavedra come secondo vicepresidente (57 voti). I segretari sono Eusebi Campdepadrós (JxCat), David Pérez (PSC), Joan Garcia (Cs) e Alba Vergés (ERC). Alla fine della sessione, la portavoce dei comuns, Elisenda Alamany, ha protesto per la mancanza di donne nella presidenza, considerando che non viene compiuta la legge d’uguaglianza. É da notarsi che il suo gruppo aveva proposta Joan Josep Nuet e non una donna come membro della presidenza.