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venerdì, febbraio 23, 2018

Sfiducia a la Colau. Crisi nel municipalismo di Barcellona?

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Colau, un paio di giorni fa in una sessione al Comune di Barcellona. EFE/ Quique García

Ada Colau perde la mozione di fiducia per approvare la finanziaria del comune e sfiga l’opposizione a fare un governo alternativo. Pochi giorni dopo, assume l’ex portavoce della PAH, Carlos Macià, come consulente per le tematiche della casa. Siamo di fronte a una piccola crisi del municipalismo?

La sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha perso venerdí scorso la mozione di fiducia che aveva presentato, vincolata alla approvazione della finanziaria municipale del 2018.Il voto negativo dei 30 consiglieri della opposizione  é legata, secondo loro, alla incapacità di dialogo e volontà di trovare accordi. Perso il risultato, Ada Colau ha sfidato l’opposizione a formare un governo alternativo.  Opzione impossibile, a seguito del equilibrio delle differenti forze politiche, che porterà all’approvazione automatica della finanziaria comunale.

La Colau ha rincarato la dose ha aggiunto che la sua amministrazione è la piu’ stabile e attiva in Catalogna a seguito dell’applicazione del 155 e della dichiarazione di indipendenza, per lei, “irresponsabile”. La proposta del comune è un aumento del 2,4% della spesa corrente: l’intenzione è priorizzare la lotta contro la disuguaglianza sociale e la povertà, per riattivare l’economia e migliorare il trasporto pubblico. Senza specificare come.

L’ex socio di governo, il socialista Collboni, ha ritirato alla Colau la fiducia accusando di aver portato la città alla instabilità rompendo il patto del governo con il PSC, permettendo che “l’indipendentismo la lasciasse saltare in aria” e considera che Barcelona en Comú è passata da rappresentare la indignazione a la impotenza e la delusione, indicando che il suo governo è il vero problema.

L’eredità dei portavoce della PAH.

Ma non è l’unica notizia che arriva alla cronaca. L’ultima legata alla sua vecchia militanza. Ada Colau era la portavoce della PAH, la Plataforma dels Afactats per la Hipoteca (trad. Piattaforma delle vittime dell’ipoteca) fino a quando decise di concorrere ad elezioni municipale, candidandosi con il primo progetto Guanyem Barcelona. La piattaforma non è rimasta a guardare e ha continuato la sua militanza di base fino, che mantiene tutt’ora. Con la ex portavoce ormai nella stanza dei bottoni, e una riduzione della conflittualità della piattaforma (che già non occupa case per darle a chi non ne ha), il volto visibile è diventato Carlos Macías.

Fino a poco tempo fa critico rispetto alle politiche del governo Colau, considerate “insufficienti” fino a quando, giovedí scorso, è stato incorporato come consulente per “rafforzare le politiche sulla casa e di lotta contro la gentrificazione”. Come consulente capo del dipartimento otterrà uno stipendio di circa 51mila euro lordi. Applicando il codice etico di Barcelona en Comú, arriverà a circa 2 mila euro per 14 mensilità. Dopo la vittoria delal Colau nel 2015 che aveva aperto le porte a molti attivisti di entrare al Comune, ora le porte giratorie tra movimenti e comune del cambio continuano.

E il cambio?

Restano molti dubbi su questi due duri colpi che vengono visti da parte dei movimenti rispetto le politiche e le decisioni della amministrazione Colau. E i fattori sono diversi. Da una parte i quartieri che l’avevano portata alla vittoria si sono sempre piú posizionati verso un voto (nelle elezioni autonomiche) piú su settori neoliberali come quelli di Ciutadans; dall’altra la mancanza della fiducia per poter approvare la finanziara comunale; e per concludere, vedere attivisti (della stessa organizzazione in cui militava l’alcaldessa) assunti con stipendi tutt’altro che popolari.

Tutto ció fa dubitare della reale capacità di cambio, da parte della giunta Colau. Se é vero che molte problematiche non sono risolvibili in un solo mandato, la maniera di gestirle sembra tutt’altro che collettiva. Sembra quasi una strategia per mantenere il potere il piú a lungo possibile, parlando tramite slogan: il futuro prestito per costruire case, le multe (ancora non pagate) a banche e AirBnb. Forse piú uno slogan che un reale cambio strutturale, anche coscienti delle problematiche.

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