The Joker

La vita di un migrante a Barcellona può anche essere dura, a cominciare dal fatto che ti tocca subire i tuoi connazionali in terra straniera. E questo, per chi è italiano, vuol dire subirsi il napoletano che tenta di dimostrarti quanto la sua cucina sia migliore della tua, il milanese che ti dice che non lavori abbastanza, i siciliani che litigano su come si chiamano quelle fottute palle di riso, il romano che ti tormenta con quanto è bella e grande la sua città, ed i sardi che aderiscono ai movimenti indipendentisti.

C’è quello di sinistra che è emigrato per “scappare da Berlusconi”, quello di destra che lo ha raggiunto poco tempo dopo per rinfacciargli che anche con il PD le cose vanno male, c’è il leghista che odia gli immigrati non capendo di esserlo diventato a sua volta, il sellino che si accolla a podemos, e poi c’è il grillino. Ci sta sempre qualche cazzo di grillino in mezzo alle scatole. Trovi l’erasmus in cerca di discoteche, chi lavora nei call centre, chi ha aperto la sua start-up e tenta di scroccarti soldi su kickstarter, il cervello in fuga e quello che “busca travaco” a partire da aprile, come cameriere, aiuto cameriere o aiuto cuoco.

In tutto questo, il disagio monta proporzionalmente alla crescita della comunità italiana. E al Joker questo piace. Il Joker adora il disagio, perché di esso si nutre. Ed il suo pasto si consuma ogni domenica, a partire dalle 16, sullo streaming di Barnaut.